La cattura non è un peccato

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falcolandiaDopo lo scandalo delle Bonelli e dei lanari Feldeggii, c’è stata come una lunga pausa riflessiva; una sorta di sonno apparente che anestetizzava le coscienze.

Pare però, che a distanza di qualche anno, solo oggi il mondo della Falconeria Italiana ne stia avvertendo l’onda d’urto. Sembra che il falconiere italiano abbia d’un tratto percepito l’orribile sensazione di essere stato in qualche modo profanato,  violato nei suoi valori, e più d’ogni altra cosa, si è sentito impotente di fronte all’aggressione dal popolo degli animalari.

Il verbo è stato pronunziato, la parola maledetta è stata scandita, l’innominabile gesto è stato  chiamato per nome: cattura!

Una moltitudine di Falconieri feriti ha esposto il proprio sdegno sui social non lesinando buonismo e sputando sentenze… a volte, forse, anche da qualche pulpito che ne avrebbe dovuto fare a meno.

Proprio qualche sera fa, su un gruppo facebook, “allevatori italiani falchi”, c’è stata una bella discussione sull’argomento: pare che per arginare il problema delle catture di lanari e Bonelli, la IAF stia pensando (sono voci di corridoio) di istituire un pedigree anche per i rapaci. Quindi l’idea è che: DNA e pedigree servirebbero a fermare quest’ondata di catture che sta infangando il sacro nome della Falconeria e non solo quella italiana, perché se ha scomodato addirittura la IAF, oserei definire di portata europea.

Purtroppo però, ho maturato quel brutto vizio di fermarmi a riflettere, a modo mio cerco di guardare i problemi da tutte le angolazioni, così, mentre sono in veranda a fumare un discreto sigaro, in una fresca sera di primavera, mi sovviene un dubbio atroce: vuoi vedere che nell’arco di qualche anno la cattura dei rapaci sarà bandita da tutti gli stati europei e sarà condannata come un’azione riprovevole e intollerabile?

Ma è veramente questo che vogliamo? Possiamo realmente dirci obbiettivi sull’argomento?

Ho la strana sensazione che si stia per percorrere una strada sbagliata e soprattutto pericolosa. Stiamo ancora viaggiando sull’onda dell’emotività, dovremmo, prima di prendere decisioni affrettate, chiederci cosa sia meglio per noi. Fermiamoci a riflettere prima di tirare il grilletto, perché la testa su cui posa la canna è la nostra.

Le catture sono fondamentali per la Falconeria; magari controllate, regolate, autorizzate, ma pur sempre fondamentali. Noi voliamo falchi per “cacciare il selvatico nel suo ambiente naturale”; e cosa c’è di più geneticamente perfetto a compiere questo atto se non un “selvatico”?

Pensate veramente che la soluzione sia la continua ibridazione di falchi nati in cattività? Pensate veramente che tra 5, 10, 20 anni i falchi manterranno ancora quelle peculiarità che li rendono così magnificamente perfetti?

La morte della Falconeria saranno i falchi “domestici”; mostri senza grazia, e senza anima. Rimpasto genetico casuale, progettato ad oc per mirare all’unico obbiettivo di cui possa essere artefice l’essere umano: l’estetica.

Catturare è sbagliato solo se lo si fa nel modo scorretto e per fini spregevoli;

Sarebbe meglio focalizzare l’attenzione sul concetto di catture “Illegali”, piuttosto che generalizzare sull’idea di cattura-azione ignobile.

In America è possibile, con pochi dollari, catturare il tuo bel pellegrino, volarlo o riprodurlo e mantenere forte la linea di sangue e la sottospecie.

Ho sempre sperato che la nascita di tante associazioni italiane, mirassero a perseguire obbiettivi come quello della cattura controllata, che fossero fulgido esempio di una Falconeria non miope di fronte a certi discorsi, che mantenesse le spalle dritte e sapesse raccontarsi nel modo corretto.

Ogni giorno concediamo terreno ai nostri nemici, ogni volta che ci attaccano restiamo in silenzio, ci copriamo il capo e abbassiamo la voce.

Capisco e condivido che la Falconeria debba riprendersi il rispetto che merita; capisco e condivido che l’onestà e il rispetto delle leggi contribuiranno a rinforzare la dignità della nostra arte; ma attenti ad irrobustire tanto le mura del nostro castello, qui finisce che ne rimaniamo imprigionati dentro.

Matteo D’Errico

1 COMMENTO

  1. Perchè non permettere la cattura controllata e autorizzata come avviene in altri stati membri della Comunità Economica Europea?
    In Spagna ad esempio, ad un numero limitato di falconieri, una tantum, viene permessa la cattura di 1 soggetto nato in libertà che viene marchiato immediatamente insieme alle autorità competenti. Il soggetto per 5 anni non può essere ne venduto ne ceduto.
    Negli USA, i falconieri ,dietro autorizzazione dello Stato, possono catturare personalmente esemplari di talune specie molto abbondanti come le coda rossa, falchi di Cooper e astori.
    Perchè no?

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