Federico Lavanche

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federico LavancheMi chiamo Federico, vivo in Piemonte, sono sposato e ho 2 bellissime bambine. 

Federico1Da sempre i miei interessi sono gli animali, la natura, la pesca , le moto, la subacquea, il bricolage ma soprattutto la Falconeria. Ironia della sorte ho il piacere e l’onore di portare il nome dell’Imperatore scienziato, etologo, e falconiere che ha scritto il famoso trattato di falconeria “De arte venandi cum avibus“. Mi interesso alla falconeria fin da bambino e la pratico dal 1992. Dal 1997 mi occupo della gestione di questo sito con impegno e grande attenzione. Credo che questo sito rappresenti in maniera adeguata la grande passione che si cela dietro un Falconiere. Senza passione, non si fa nulla, impossibile trattare con gli animali, impossibile mettere il falco in ala e ottenere le prime soddisfazioni di caccia! Quello che mi interessava di più era di fornire più informazioni possibile su quest’Arte e descriverla per quello che è: “una forma di caccia ecologica, leale, avvincente, a zero impatto ambientale, sicura, nel pieno rispetto della Natura“. Per me la Falconeria è tutto, non una semplice passione, non un sofisticato sport ma uno stato d’essere. E’ un totale coinvolgimento con il mio rapace libero nella natura che interagisce continuamente con me e con il mio cane. E’ un lavoro di squadra, è una passeggiata con un compagno di volo inseparabile è una emozione quotidiana, è adrenalina pura! Mi considero uno spettatore privilegiato che assiste in prima persona alla magia del volo e della caccia.Volare il mio falco mi gratifica, mi rende felice, mi emoziona ed è un piacere vedere che il mio astore sta bene e che ha sempre voglia di affrontare una nuova sfida, un nuovo volo.E’ l’unica attività che mi fa star bene in pace con me stesso, con i miei rapaci immersi nel verde all’aria aperta.Ho sempre preso delle decisioni nella vita in funzione ad essa. Ogni lavoro fatto “doveva avere il requisito principale” di permettermi di volare i miei rapaci almeno 2 volte a settimana. Non ho mai accettato un trasferimento senza che ci fosse la possibilità di avere nella nuova abitazione una struttura per i miei animali. Penso che la falconeria sia davvero una scelta di vita, una “Grande Malattia incurabile“.

1Per praticare questo sport si deve avere: passione per gli animali, sensibilità per capirli, tenacia, determinazione e coerenza per addestrarli, coraggio e sangue freddo per volarli e aggiungo.. un po’ di stomaco perchè non ci dimentichiamo che non abbiamo a che fare con canarini ma con uccelli da preda che mangiano carne cruda….
Serve tempo perchè senza di esso non si riescono ad ottenere risultati ed è impossibile riuscire a cacciare col falco.
Per me Falconeria=Caccia col falco cioè che lo scopo puro è quello di addestrare i falchi per farli cacciare come farebbero in natura per catturare prede selvatiche.
C’è chi li tiene solo sul pugno, c’è chi li tiene solo sul blocco o in voliera (a volte sanza farli neanche riprodurre) c’è chi li tiene come animaletti da compagnia…ma loro non lo sono! Questi non sono falconieri… sono “falcofili” come direbbe Paolo Caprioglio!

2Quello che mi rammarica veramente è che ci manca la possibilità di far volare i nostri falchi tutto l’anno.
Perchè dobbiamo seguire tutte le leggi che regolamentano la caccia col fucile?
Perchè non devo aver la possibilità di far volare il mio falco quando ne ha bisogno?
In alcune regioni come l’ Emilia Romagna, si può accedere tutto l’anno alle zone addestramento falchi appositamente dedicate per allenare i rapaci in cui si possono rilasciare prede allevate a tale scopo e marchiate con anello o fascetta. I comuni, addirittura, catturano con trappole i piccioni che infestano le nostre città imbrattando gli edifici e li cedono a titolo gratuito ai falconieri iscritti nelle liste dei comuni stessi.
Spero vivamente che anche in altre regioni si potranno attuare regolamenti simili, segno di apertura mentale e rispetto per un’arte riconosciuta dall’ UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

Federico Lavanche 12 anniFin da bambino rimasi affascinato dai bellissimi documentari di Rodriguez De La Fuente su questa meravigliosa arte: l’addestramento di rapaci per la caccia di selvaggina.
Ne rimasi così colpito che diventò quasi una ossessione. Ricordo ancora come un film nella mia mente la sequenza delle immagini, la musica di sottofondo, le scene a rallenty che testimoniavano il volo di una coppia di falchi pellegrini su una cornacchia nera.
Da bambino,non vi era uccello che non identificassi in volo o posato, non vi era palo, roccia o casolare abbandonato che non venisse controllato per constatare la presenza di un rapace. Ogni volta che ne vedevo uno, fantasticavo per ore sognandolo sul mio pugno. Da allora iniziai a leggere tutto quello che riguardava i rapaci e la Falconeria anche se all’epoca c’era veramente poco e non esistevano ancora siti internet! Ero alla continua ricerca nelle biblioteche antiquarie di testi, immagini e ritagli di giornale sulla falconeria, anche in inglese. Ero affascinato dalla pelle, quando la trovavo la intagliavo per farne cappucci molto rudimentali…, geti, e mi autocostruivo tutta la attrezzatura per la falconeria.

Federico Lavanche 18 anniAmo tutti i rapaci ma la mia passione più grande è per gli astori.
Leggendo il Pestellini pendevo letteralmente dalle sue labbra quando si riferiva alla sua Liù!

Dopo aver letto di tutto, aver costruito ogni tipo di pertica e blocco per falchi, aver intagliato innumerevoli geti (strisce di pelle che vengono poste ai tarsi dei rapaci),avevo una voglia matta di mettere in pratica la teoria però non esistevano circoli di Falconeria in Italia , tantomeno Falconieri.

Venni a conoscenza, che in passato esisteva un famoso circolo e che esisteva proprio nelle mia città, Torino.

Era il famoso Circolo Falconieri d’Italia ma non vi era più traccia dei componenti, tranne di uno: una “vecchia guardia”, meglio conosciuto come Jumpy, Gianpiero del Masto Calvetti  e quando lo chiamai telefonicamente all’età di 13 anni, non mostrò nessun interesse verso un bambino che aveva la sua stessa enorme passione … Mi disse: “i falchi ai giorni nostri sono protetti: ” quando avrai il falco vedremo…, forse….”

(Lo rividi molti anni dopo ad un raduno; assisteva come spettatore data l’età e passai una buona mezzoretta a chiacchierare di Pestellini (autore del libro “falconeria moderna”, di come si volavano i 3falchi nell’immediato dopo guerra e di altri grandi falconieri scomparsi come Ernesto Coppaloni suo grande amico.
Fu un incontro squisito, interessantissimo e penso irripetibile….anzi, lo fu…) Passarono ancora degli anni durante i quali corrispondevo con il segretario del prestigioso “Welsh Hawking Club” il quale mi consigliava libri in inglese sulla Falconeria in Gran Bretagna.
Un giorno, fui invitato da un amico ad andare a vedere un mercato degli uccelli ad “Annone Veneto”.Lì, con mia grande sorpresa, trovai un volantino pubblicitario di una manifestazione a cui avrebbero partecipato dei Falconieri che si sarebbe tenuta la settimana dopo nello stesso fedeaquiladellesteppe3paese. Pieno di emozione la settimana dopo ero di nuovo in Veneto in “prima fila” ad assistere alla manifestazione. Mi trovai finalmente a non più di due metri da un falco pellegrino……, ero in estasi. Lì riuscii finalmente a conoscere uno dei principali falconieri italiani: Roberto Mazzetti. il quale, vedendomi appassionato mi invitò finalmente ad una cacciata con i falchi nelle campagne milanesi. Mi disse solamente: “alle 6,30 io parto con i falchi da
casa, se tardi non ti aspetto” con tono brusco…

Decisi saggiamente di partire da Torino per Milano la sera prima e dormire in una pensione lì vicino. L’indomani, il mio destino fu segnato, fui stregato dallo spettacolo che mai prima di allora avevo visto. In quella memorabile giornata conobbi 

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anche Antonio Leone che con il suo maschio di astore mi sbalordì. Fu proprio lui a darmi il numero di telefono di un esperto Falconiere che, destino, abitava nella mia stessa città a non più di 15 Km.

Da allora è stato Paolo Caprioglio a insegnarmi cose che sui libri non ci sono, con lui sono andato ai raduni dei vari circoli, finalmente mi iscrissi anche in un circolo di Falconeria che in quegli anni era nato, lo Yarak Club. Tramite questo, ottenni il mio primo falco e con Paolo lo andammo a prendere a Genova proveniente da un allevatore in Germania, completo di anello e documento CITES.

Il 1992 fu per me un anno memorabile perchè da quell’anno finalmente iniziai a praticare questo magnifico ed emozionante sport in compagnia del mio astore e del mio amico Paolo.

federico lavanche sparvieroNel 2000 mi sono trasferito a Roma e ho conosciuto molti falconieri , il primo, Fabio Ferri che mi ha presentato Giancarlo Pirrotta con il quale è nata una amicizia fraterna e sincera. Ho avuto modo di vedere con i miei occhi con quanta cura provvede alla costruzione dei suoi articoli di falconeria e ho testato personalmente ogni sua prodotto.

Da lui ho appreso alcune tecniche di volo e di addestramento con l’astore che mi serviranno per sempre oltre a capire ed apprezzare ulteriormente le qualità di questi animali. Mi ha insegnato che nella vita non bisogna mollare mai e che se si cade, ci si deve scrollare tutto di dosso e ricominciare da capo!

Ho conosciuto la splendida famiglia Arcioni anche se ho il rimpianto di non averla frequentata abbastanza, poi Roberto De Santis, ottimo cacciatore che mi è stato vicino come un fratello in un momento difficile. Con lui ho trascorso momenti di pura caccia col mia moglie e mia figlia con sparvierafalco, pesca al luccio e cene stupende e il ricordo lo porterò nel cuore fino alla fine dei miei giorni. Da lui ho capito che per avere risultati di caccia devi sempre provarci con impegno e sacrificio a costo di fare molte centinaia di km.

Che dire della scatenata banda viterbese??? Favolosi!! Persone sincere e candide come quelle di una volta con le quali ho trascorso giornate bellissime dotati di un senso di ospitalità sopraffino. Conoscere Andrea Ambrosini è stato per me un privilegio e spero di continuare a sentirlo! Da lui ho visto la perfetta integrazione tra tempo dedicato alla famiglia-tempo dedicato al lavoro-tempo dedicato alla falconeria. Un connubio perfetto.

Poi ho conosciuto alcuni del famosissimo circolo falconieri di Roma, la loro mentalità è rimasta quella di allora, assolutamente individualista e chiusa, un vero peccato perchè persone dotate di quarantennale… esperienza e soprannominati affettuosamente da me Kiki su quaglia selvatica“Cocoon” (dal famoso film)per la loro inossidabile energia (Riccardo Vella e Renato Vitelli)

Ora sono tornato a vivere a Torino, vicino ai miei affetti familiari e nella casa che mi ha visto crescere e l’abbiamo ripopolata di bambini e di animali. Spero anche in questa città di conoscere i neonati falconieri e condividere con loro esperienze. Paolo Caprioglio è tornato ad essere il mio punto di riferimento, ormai ci conosciamo da 20 anni!

Al giorno d’oggi non è più così difficile entrare a far parte del mondo della falconeria: molti circoli si sono organizzati istituendo una scuola per poter dare al principiante veramente interessato e motivato un valido aiuto dal punto di vista teorico e pratico. Sono stati pubblicati numerosi libri sulla questo argomento sia in inglese che in italiano grazie alla traduzione effettuata privatamente dalle associazioni. I soci più esperti si stanno anche organizzando privatamente per riprodurre i rapaci in cattività .

La mia paura è che questo magnifico sport attiri numerose persone mosse da curiosità, esibizioniste, o poco Mina, femmina di astore su cornacchiamotivate. Sarebbe un vero peccato assistere ad uno spettacolo da circo. Anche la Falconeria ha la sua etica e la sua filosofia, sta però all’intelligenza e alla sensibilità della persona metterla in pratica .

Vorrei sottolineare che Tutti i falchi usati in Italia e in gran parte del mondo sono nati in cattività da almeno 2 generazioni (F2) e sono provenienti da allevatori autorizzati i quali rilasciano insieme agli animali il documento CITES riferito al numero di anello stampato su quello del rapace.Questo fa sì che non ci siano prelievi dalla popolazione selvatica .

Ci sono soci che praticano la Falconeria di professione negli aeroporti rendendosi utili alla nostra moderna società allontanando gli stormi di uccelli che spesso sostano o sorvolano le piste di atterraggio.Molto spesso vengono risucchiati nelle turbine degli aerei mettendo in pericolo le persone a bordo e… quelle a terra!

Erick, falco di harris e minilepreLa mi Passione continua ad accompagnarmi regalandomi ancor oggi enormi soddisfazioni dalla pratica alla conoscenza di nuovi veri appassionati di falconeria conosciuti grazie a questo sito.

Grazie e a presto,

Federico Lavanche

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Sono il fondatore di questo sito, pratico la falconeria dal 1992 e mi diletto a scrivere articoli sulla falconeria. Cerco di proporre l'immagine della falconeria per quello che è cioè una Passione Sana, a contatto con la Natura, un mezzo di caccia assolutamente non pericoloso ne invasivo, a zero impatto ambientale. Faccio del mio meglio per far capire, a chi la contrasta, che prima di scrivere sulla falconeria, bisogna conoscerla profondamente ;)

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