Uomini e falchi insieme nella pratica della falconeria

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TNX-9204-iStock_000013113819_MediumControverso per alcuni, affascinante per altri, il rapporto con i volatili tra tradizione e prospettive future.

Falchi amici, compagni “civilizzati” dall’uomo, oppure specie da salvaguardare in un’ottica maggiormente rispettosa nei confronti della natura autentica del volatile in questione? Intorno all’antica arte venatoria, praticata nel mondo a partire dal VIII a.C. , si è di recente acceso un onesto e controverso dibattito, tra chi la ritiene una forma di convivenza superiore tra uomini e volatili, e chi invece ne riconosce solamente la natura vessatoria.  Eppure, le radici della falconeria sono antiche e partendo da uno scopo puramente funzionale delle origini, orientato alla caccia di altri volatili in epoca medievale, la disciplina si è trasformata fino a occupare uno spazio pubblico che è oggi sostanzialmente orientato alla performance di intrattenimento collettivo.

Ma l’antica arte della falconeria, ha richiami soprattutto contemporanei e nonostante la normativa italiana sia, in termini di riconoscimento della disciplina in senso ludico, ancora carente, esistono realtà che sperimentano il rapporto con i volatili in termini prettamente di intrattenimento e che a gran voce, richiamano la necessità di riconoscere la falconeria, come patrimonio necessario di tutela da parte delle Istituzioni.

Tra questi, esistono organi cittadini e comitati locali, che sperimentano l’interazione con lo spettatore. Di recente, la città di Cividale ha annunciato l’apertura di uno spazio intorno al palasport cittadino dedicato alla pratica della falconeria, sia essa orientata alla pratica dell’addestramento, sia all’esibizione di fronte ad un pubblico vasto.

Malgrado ciò, la strada della falconeria è tutta in salita, e nonostante il dibattito pubblico sulla sua giustezza sia piuttosto lontano dal trovare uno spazio visibile di dialogo, esistono voci, come le associazioni a tutela dei diritti dei volatili, che ne respingono la funzione educativa e ostacolano fortemente l’idea che essa possa trovare spazio all’interno di una società cosiddetta civile.

Tuttavia, l’unico grande assente è ancora una volta il dialogo e il confronto tra due diversi approcci, che se da un lato richiamano l’attenzione sul lato performativo dell’arte della falconeria, dall’altro non sembrano rispondere pienamente ai dubbi sollevati dalle associazioni di categoria.

A.L. (NEXTA)

fonte: La Stampa.it

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