Tricomoniasi in falchi da alte prestazioni

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tricomoniasi rapaci

La Tricomoniasi e’ la più comune fra le malattie che colpiscono i rapaci. L’obiettivo di questo
studio e’ stato di stabilire la prevalenza di falchi per uso sportivo che sono affetti da
Trichomonas negli Emirati Arabi. Il tasso di infezione nei colombi, naturali portatori e
serbatoi della malattia, e’ stato investigato in quanto questi animali giocano un ruolo
importante nell’addestramento e nell’alimentazione dei rapaci.
Nel periodo fra Settembre 2000 e Marzo 2002 , un totale di 2654 falchi sono stati esaminati al
Dubai Falcon Hospital. 85 sono stati i rapaci risultati positivi per Trichomonas gallinae
(percentuale di positività del 3,1%).
Per stabilire la prevalenza della malattia nei colombi, ne sono stati esaminati 3 gruppi, tutti
usati per l’addestramento dei falchi. La percentuale di colombi positivi per Trichomonas e’
stata più alta di quella rilevata da un precedente lavoro di Bailey negli Emirati arabi (1997). Il
range di animali positivi dei tre gruppi e’ risultato fra il 52% e il 99%.
Nei falchi il trattamento con Carnidazolo (25 mg/kg per una volta) e’ stato meno efficace di
quello con Dimetridazolo (50/70 mg/kg per 5 giorni).
Nei colombi il trattamento con Carnidazolo (per 1 o 2 giorni) e’ risultato non risolutivo
mentre dopo la terapia con Dimetridazolo (20 g in 30 litri di acqua da bere) tutti gli uccelli
erano negativi.
Considerazioni di questo studio: l’aumentata consapevolezza dei falconieri e l’uso di carni
alternative hanno ridotto le percentuali di falchi affetti da Tricomoniasi.
Il Dimetridazolo e’ veramente efficace e sicuro nei falchi nonché essenziale per il trattamento
dei colombi.

Materiali e metodi.
Presso il Dubai Falcon Hospital sono stati esaminati 2654 falchi durante il periodo fra
Settembre 2000 e marzo 2002. Percentuali di falchi inseriti in questo studio: 38% pellegrini
(Falco peregrinus), 20% sacri (Falco cherrug), 8% girfalchi (Falco rusticolus), 19% ibridi
girfalco/pellegrino, 13% ibridi girfalco/sacro , 2% altre specie.
Alcuni di questi falchi sono stati presentati per routinarie vaccinazioni e sverminazioni
mentre altri presentavano segni clinici di malattia. Tutti i falchi esaminati sono stato testati
per il Trichomonas. I campioni per la ricerca sono stati raccolti dall’orofaringe e dal gozzo
mediante tamponi umidi. Per umidificare i campioni e’ stato preferito il ringer lattato.
Il range di protozoi mobili identificati e’ andato da 1 a 65 per campo microscopico (100X).
In vetrini ben preparati abbiamo verificato che i protozoi cominciavano a non esibire più
movimenti dopo 20 minuti e risultavano tutti morti quando il vetrino si essiccava (circa 65
minuti dalla raccolta). Questo fa pensare che in ambiente umido (acqua da bere) il parassita
possa sopravvivere molte ore anche in assenza del suo ospite.

Tricomoniasi in falchi
Su 2654 falchi testati, 85 (percentuale del 3%) sono risultati positivi per Trichomonas
gallinae. Su questo numero di uccelli positivi 29 (34%) erano stati presentati in ospedale per 11
segni clinici riferibili alla malattia mentre 58 ( 66%) raggiungevano la nostra struttura per
vaccinazioni di routine. La distribuzione della malattia e’ stata uniforme fra le varie specie.
I segni clinici riferiti sono stati generici : vomito, anoressia, scarsa performance nel volo,
riduzione del peso corporeo, debolezza. Solo in 6 uccelli sono state ritrovate larghe placche
caseose nell’orofaringe. Tutti questi ultimi 6 falchi presentavano problemi nell’ingoiare il cibo
e la terapia, oltreché medica, e’ stata anche chirurgica con attenta rimozione delle placche.
Trattamento medico: i falchi positivi sono stati divisi in 2 gruppi. 72 falchi sono trattati con
Carnidazolo (25 mg/kg per una sola volta) e 13 sono stati quelli trattati con Dimetridazolo
(50/70 mg/kg per 5 giorni).
Tutti gli uccelli trattati con Dimetridazolo sono stati ritestati nei giorni successivi al
trattamento e sono risultati negativi dopo solo 2 giorni di terapia. Del gruppo dei falchi trattati
con Carnidazolo ne sono stati ritestati 20 soggetti dopo breve termine e uno di questi
risultava ancora positivo. Lo stesso soggetto appariva positivo dopo altri 2 trattamenti con
Carnidazolo e 1 ciclo di metronidazolo (50 mg/kg per 5 giorni). Lo stesso falco e’ risultato
invece negativo dopo il trattamento con Dimetridazolo (70 mg/kg per 5 giorni).
Tutti i falchi hanno sopportato bene i trattamenti ed i sintomi (se la Tricomoniasi era l’unico
problema) sono scomparsi.
Tricomoniasi nei colombi
In Marzo 2002 abbiamo controllato 3 differenti gruppi di colombi per determinare la
percentuale di colombi infetti. Tutti gli animali testati appartenevano a falconieri che li
utilizzavano per addestramento dei falchi.
Colombi viaggiatori da un centro di allevamento che opera in isolamento: 95.8% positive su
un totale di 310 uccelli esaminati.
Colombi non viaggiatori da Dubai: 26 positivi su un totale di 49 esaminati (51%).
Colombi viaggiatori acquistati in Iraq: 49 positivi su un totale di 50 esaminati (98%).
Questi risultati concordano con lo studio di Bailey in U.A.E del 1997 che denotava un minor
tasso di infezione da Trichomonas in uccelli catturati recentemente, comunque le nostre
percentuali di positività sono significativamente più alte.
Per controllare l’efficacia del trattamento sono stati selezionati colombi di 3 mesi di età dal
primo gruppo (allevamento chiuso). Tutti gli uccelli selezionati non presentavano lesioni
visibili, tutti però erano positivi per Trichomonas, presentavano ottimo stato di salute
generale e non avevano lesioni da Pox nelle parassitosi intestinali.
I colombi sono stati divisi in 4 gruppi:
I gruppo: trattamento con Dimetridazolo (Emtryl )666 mg per litro di acqua da bere per 7
giorni.
II gruppo:trattamento con Carnidazolo (1 compressa di Spatrix per un giorno).
III gruppo: trattamento con Carnidazolo (1 compressa di Spartrix per 2 giorni consecutivi ).
IV gruppo: gruppo di controllo, nessun trattamento.
Tutti i 4 gruppi sono stati confinati in voliere isolate e l’acqua veniva cambiata 2 volte al
giorno.
Dopo 8 giorni tutti gli uccelli trattati con Dimetridazolo risultavano negativi mentre 16 erano
quelli positivi nel II gruppo (Carnidazolo per un giorno) e 3 quelli positivi del III gruppo
(Carnidazolo per 2 giorni). Tutti gli uccelli del IV gruppo risultavano invece ancora positivi. Da
notare che i colombi del I gruppo erano negativi già dopo 3 giorni di trattamento con Dimetridazolo.
Alla fine del mese di Marzo 2002 abbiamo trattato circa 5000 colombi del medesimo centro di
allevamento. Dopo 5 giorni di trattamento 31 giovani colombi presentavano i segni
neurologici tipici della tossicità relativi al trattamento con Dimetridazolo ma tutti sono
migliorati quando abbiamo sospeso il farmaco.

Conclusioni
I colombi che sono utilizzati per l’addestramento dei falchi in Dubai presentano un’alta
prevalenza di positività per Trichomonas gallinae.Tuttavia i falchi da noi controllati hanno
manifestato una minor prevalenza della malattia rispetto agli studi in Medio Oriente di Bailey
e Samour (1997).
La consapevolezza dei falconieri circa la trasmissione della malattia e’ migliorata grazie al
lavoro degli staff dei vari Falcon Hospital. Siamo personalmente testimoni che molti gruppi di
falconieri evitano ormai di cibare i falchi con i colombi. Richiamano e addestrano i rapaci con “
logori” inanimati.
Il trattamento con Carnidazolo e’ stato generalmente efficace nei falchi ma uno di questi ha
manifestato resistenza al farmaco dopo 3 trattamenti.
Il trattamento con Dimetridazolo e’ stato efficace nei rapaci dopo soli 2 giorni di terapia. Per il
trattamento profilattico nei colombi il Dimetridazolo e’ da ritenere abbastanza sicuro se
somministrato in periodi non troppo caldi.
Diagnosi precoce e trattamento dei positivi, asintomatici soggetti sono requisiti fondamentali
per evitare il propagarsi della malattia nei falchi. Ulteriori studi sono in programma per
rilevare la naturale resistenza nei falchi e per determinare la patogenicità dei differenti ceppi
di Trichomonas.

Antonio Di Somma
Maddalena Garlinzoni
Dubai Falcon Hospital, Dubai, Emirati Arabi Uniti

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Sono il fondatore di questo sito, pratico la falconeria dal 1992 e mi diletto a scrivere articoli sulla falconeria. Cerco di proporre l'immagine della falconeria per quello che è cioè una Passione Sana, a contatto con la Natura, un mezzo di caccia assolutamente non pericoloso ne invasivo, a zero impatto ambientale. Faccio del mio meglio per far capire, a chi la contrasta, che prima di scrivere sulla falconeria, bisogna conoscerla profondamente ;)

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