L’incubazione artificiale delle uova dei Rapaci

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incubatorNell’allevamento egli uccelli, può essere
necessario ricorrere all’incubazione artificiale delle uova. Il motivo più comune
è probabilmente il desiderio di ottenere un’ulteriore deposizione di uova e,
quindi, altri novelli: infatti, molte specie di uccelli, rapaci inclusi, sono in grado
di deporre una seconda e, a volte, anche una terza covata se le precedenti
vanno perse poco dopo che le uova siano state deposte. Se l’obiettivo è quindi
di incrementare l’ovodeposizione, si attendono al massimo due o tre giorni
dopo la produzione dell’ultimo uovo prima di rimuovere la covata. In altri casi,
invece, si ricorre all’incubazione artificiale o a coppie adottive perché le uova
devono essere sottratte alla coppia parentale poiché possono essere
danneggiate o distrutte da uno o da entrambi i genitori, oppure perché la
coppia non è capace di una cova adeguata e le uova non giungono quindi a
termine.
Qualunque sia il motivo, se le uova vengono raccolte è indispensabile avere a
disposizione dei genitori adottivi (della stessa specie o di specie affini) o
provvedere all’incubazione artificiale.
uovaPer non danneggiare le uova e i fragili embrioni in via di sviluppo è importante
che la rimozione delle uova stesse sia fatta con delicatezza e che il trasporto
verso l’incubatrice sia eseguito evitando traumi e scossoni (per esempio
mettendo le uova in contenitori con della gommapiuma con i fori predisposti
per le stesse, oppure scatole piene di mangime per canarini o altre granaglie
che attutiscono le oscillazioni). Le uova vanno poi messe nell’incubatrice al più
presto, specialmente se l’incubazione naturale è già cominciata. Il guscio può
essere pulito, se necessario, con un panno morbido. Ovviamente l’incubatrice
deve essere in condizioni igieniche perfette poiché i parametri di temperatura e
umidità interni alla macchina sono ideali, oltre che per lo sviluppo embrionale,
anche per la moltiplicazione batterica e fungina.
I fattori fondamentali per una corretta incubazione sono temperatura, umidità,
rotazione delle uova e circolazione dell’aria. La temperatura consigliata per le
uova dei rapaci è di circa 37,2 °C e non dovrebbe subire oscillazioni poiché sia
le variazioni in eccesso, sia quelle in difetto possono compromettere,
specialmente se eccessive e ripetute, la vitalità degli embrioni in sviluppo.
Anche la temperatura del locale dov’è sistemata l’incubatrice è importante.
Dovrebbe essere stabile e compresa, idealmente, tra i 15-30°C: uno
scostamento pronunciato da queste temperature rende più difficile per
l’incubatrice mantenere una corretta temperatura interna.igrometroL’umidità relativa dell’incubatrice si attesta attorno al 60%, ma è un parametro
che può anche variare molto da un’apparecchiatura all’altra in relazione alla
circolazione dell’aria all’interno della macchina stessa. Fondamentale per
calcolare l’umidità da impostare è la pesatura dell’uovo: la corretta perdita di
peso (per semplice evaporazione) di un uovo durante l’incubazione, si attesta
attorno al 12-16%: questo significa che perdite ponderali inferiori indicano
un’umidità elevata che ostacola l’evaporazione (bisogna perciò abbassare
l’umidità nell’incubatrice) mentre cali di peso superiori ai valori normali
segnalano un’umidità relativa bassa (è necessario incrementare la percentuale
di umidità all’interno della macchina incubatrice). E’ evidente che per eseguire i
calcoli l’uovo va pesato subito prima dell’incubazione e la perdita teorica di
peso va poi divisa per il numero di giorni d’incubazione propri della specie. Si
ottiene così la perdita ponderale giornaliera, e se il calo è più accentuato o
minore di quanto teoricamente atteso, è opportuno intervenire con gli
aggiustamenti del caso (per incrementare l’umidità della macchina, per
esempio, si può aggiungere acqua in un piattino oppure utilizzarne uno più
largo di quello presente. Viceversa per abbassare l’umidità relativa).
La rotazione delle uova è un altro aspetto dell’incubazione che può
determinarne il successo o il fallimento. Girare le uova, infatti, serve ad
impedire che l’embrione si attacchi alle membrane interne dell’uovo con
conseguente arresto dello sviluppo e morte, e per distribuire uniformemente
entro l’uovo stesso i nutrienti e le sostanze di scarto prodotte dal metabolismo
embrionale. La rotazione è di circa 180°, deve essere fatta con dolcezza,
evitando i movimenti bruschi e dovrebbe avere essere eseguita ogni tre ore
circa, dal primo giorno d’incubazione fino a quando l’embrione si è messo nella
posizione che assume per bucare il guscio, 2-3 giorni prima della schiusa.
Durante l’incubazione è opportuno controllare lo sviluppo embrionale per
verificare che tutto proceda normalmente e per allontanare le uova in cui
l’embrione non è presente oppure è deceduto. Questa operazione si chiama
speratura e si effettua con l’aiuto di una fonte di luce puntiforme (es. lampada,
torcia ecc.) in un ambiente scuro: le uova feconde diventano progressivamente
più scure poiché l’embrione, crescendo, occupa un sempre maggior spazio
entro l’uovo e blocca il passaggio della luce, quelle infeconde o all’inizio
dell’incubazione sono chiare, mentre le uova in cui l’embrione muore mostrano,
ovviamente, un arresto dello sviluppo embrionale (la macchia scura, dopo un
iniziale espansione, non si ingrandisce).speratura La speratura ci aiuta anche a stabilire
quando l’embrione si prepara alla nascita: la camera d’aria, visibile al polo
ottuso dell’uovo come un’area chiara posta trasversalmente alla lunghezza
dell’uovo, in seguito ai movimenti del futuro pulcino che ormai occupa tutto lo
spazio a disposizione, si inclina da un lato assumendo un andamento obliquo
rispetto alla lunghezza dell’uovo. Questa è l’indicazione che la schiusa, in altre
parole la nascita del pulcino, avverrà entro 2-3 giorni. A questo punto si
interrompono le rotazioni dell’uovo per non ostacolare i movimenti che il

pulcino compie per rompere il guscio e vedere finalmente la luce.
La nascita è per il pulcino un evento molto faticoso, estenuante. La prima
tappa è la rottura delle membrane interne cui segue, dopo circa 24 ore, la
rottura del guscio mediante una piccola protuberanza del becco chiamata
“dente dell’uovo” che scompare nei giorni successivi alla nascita. Dopo la prima
schiusaapertura del guscio il pulcino ruota su se stesso procedendo nella rottura del
guscio, creando una linea di frattura trasversale lungo la circonferenza
dell’uovo e poi, aiutandosi con le zampe, spinge le due metà dell’uovo in modo
da liberarsene. Una volta fuoriuscito, si consiglia, prima di toglierlo dalla
schiusa, di lasciare tranquillo il pulcino per alcune ore per consentirgli di
recuperare le energie e per lasciar asciugare il piumino bagnato.
A questo punto, una volta asciutto, si può disinfettare l’ombelico per impedire
che eventuali microbi possano penetrare all’interno del pulcino, e si può
mettere in una gabbia calda a circa 35°C. Il neonato è ora pronto per essere
allevato dall’uomo.
pullo
Dottor Claudio Peccati
Medico Veterinario
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Sono il fondatore di questo sito, pratico la falconeria dal 1992 e mi diletto a scrivere articoli sulla falconeria. Cerco di proporre l'immagine della falconeria per quello che è cioè una Passione Sana, a contatto con la Natura, un mezzo di caccia assolutamente non pericoloso ne invasivo, a zero impatto ambientale. Faccio del mio meglio per far capire, a chi la contrasta, che prima di scrivere sulla falconeria, bisogna conoscerla profondamente ;)

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