Falconeria in Spagna

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El autor con su peregrino y una cercetaAutore: Andrés López Sánchez, presidente dell’AECCA (Asociación Española de Cetrería y Conservación de Aves Rapaces)

Fotografie: Berta Peinado y Andrés López

Traduzione: Ricardo Manuel Olmos de León

 

Se si dovesse definire l’attuale situazione della falconeria in Spagna con soltanto una parola, forse si dovrebbe usare il termine “plurale”, per descrivere l’enorme diversità che caratterizza la caccia con i falchi in Spagna. Questa pluralità è il risultato di un adattamento pratico a tanti ecosistemi, paesaggi e prede diverse, ed a una regolazione legale eterogenea e complessa, dipendente dai capricci arbitrari e soggettivi di ognuna delle diciassette regioni autonome che formano il complicato mosaico geopolitico del territorio spagnolo.

La caza de patos por altanería  es sublime           La falconeria praticata nei monti fitti del nord del paese, eredità vivente del periodo visigotico, non ha nulla a che fare con quella che si svolge nelle ampie pianure del centro e del sud, che rievoca lo splendore musulmano dell’ antico periodo andaluso. Oggi in Spagna si caccia con falchi dalle zone steppose del sudest ai boschi più folti delle montagne pirenaiche o cantabriche, passando per una assortita rappresentazione di ambientazioni naturali come le lave canarie, le marisme e campagne andaluse, le secche e ostili mesete castigliane, le accidentate montagne levantine e baleariche e i fitti faggeti, pinete, querceti e rovereti che le cirdondano.

Le leggi che regolano questa attività in ognuna delle singole regioni non hanno niente in comune ed ovviamente, condizionano lo svolgimento quotidiano della falconeria nella regione in cui viene praticata. Se in una regione è consetito l’utilizzo di certe specie di falchi per la caccia, in altre, è invece vietato, spesso senza criteri  di

Híbrido de gerifaltexperegrino

conservazione o argomenti scientifici. È così grande la mancanza di dialogo fra le diverse amministrazioni regionali che è possibile trovare una provincia in cui si può usare per la caccia il maschio di una specie mentre nella provincia vicina è assolutamente vietato e si possono soltanto utilizzare le femmine di quella specie particolare. L’incongruenza delle norme arriva al punto di consentire la caccia di alcune specie di selvaggina nella riva di un fiume e vietarla nell’altra solo per il fatto di appartenere a regioni diverse; questo fatto crea delle divergenze che danno forma al polemico panorama venatorio attuale del nostro paese.
Ciò nonostante, la falconeria in Spagna, anzichè essere danneggiata, in questo maremagnum legale, si è ampiamente diffusa, abituandosi a questa pluralità che è quasi diventata un nuovo simbolo d’identità. Da una parte c’è la “vecchia guardia”, un

Baharí a la codorniz

insieme di esperti falconieri,scelto, ridotto, chiuso, poco interessato agli eventi ed impermeabile alle nuove tendenze, che praticano le modalità tradizionali di caccia nelle loro riserve o terreni di sempre. D’altra parte, una fiumana crescente di aspiranti, molto portati per i raduni, riunioni e forum di opinione, aperti a tutte le novità e, in genere, più legati all’ambiente urbano e con obiettivi molto diversi da quelli venatori. Mentre la “vecchia guardia” rimane in disparte e diventa vecchia, le nuove generazioni si propagano e si erigono a rappresentanti attuali di una falconeria incipiente e diversa che si mostra più vicina e attraente all’opinione pubblica. Il problema è che si rischia di confondere modi e obiettivi, che si snaturi l’essenza tradizionale, il valore storico, culturale e venatorio.
Diversi fattori costituiscono la causa di questo cambiamento. Verso la metà del secolo

Azor con azulónscorso, il dottore Félix Rodríguez de la Fuente diffuse l’arte della falconeria in Spagna dopo un lungo periodo di stallo e, un minuscolo gruppo di falconieri dovettero “reinventare” una tecnica venatoria dimenticata nei polverosi scaffali delle biblioteche. Questa prima generazione di falconieri diffusero il loro apostolato fino agli ultimi decenni del ventesimo secolo, quando la nostra passione comune viveva uno dei momenti più felici con lo sviluppo dell’allevamento in cattività dei rapaci e l’apparizione e susseguente miglioramento delle attrezzature di telemetria. Proprio quando tutto stava procedendo al meglio, un decreto nel 1989 dichiarava la falconeria vietata per legge, motivandola con il fatto che si trattasse di una modalità di caccia di massa e non selettiva. Con questo colpo irrazionale, si spinse di nuovo l’arte della falconeria, con il suo maggiore peso culturale venatorio mai conosciuto, nelle catacombe della storia, nel buio più assoluto. Non ci fu altro modo che adattarsi, reinventarsi, cavarsela con una soluzione improvvisata di emergenza.

Gavilán en un campo florido con los colores nacionales

La soluzione all’interdizione del ’89, fu, che col passare del tempo, la falconeria diventasse rigorosamente a scopo sportivo. Fu creata una normativa specifica di competizione e si idearono e svilupparono una serie di eventi e raduni regolati che consentirono di continuare con l’allenamento dei falchi in volo libero. Nello stesso tempo si lottava con tutti i mezzi e argomenti disponibili cercando di levare quel divieto, la qual cosa provocò un logorio senza paragone per il fatto di dover trattare con diciassette interlocutori (uno per ogni regione), diversi come le tendenze politiche dei responsabili delle negoziazioni, che mai presero le decisioni secondo la posizione più appropriata in ogni occasione, ma in base ai migliori risultati elettorali che avrebbero ottenuto. La lotta continuò ancora con dibattiti, miglioramenti, negoziazioni e speranza.

Harris con azulón

Questa tappa basata sulle competizioni e raduni ha creato le basi per il futuro a tutt’oggi valide. Ci sono tanti falconieri che allenano i propri falchi soltanto per la competizione e non per la caccia. Partecipano passando da un campionato all’altro col falco sul pugno con l’unico scopo di trovare altri concorrenti come loro, scambiare amicizia, tecniche e idee; di caccia si parla poco o niente,è anche vero che esistono eccezioni importanti.
Harris a la liebreIl basso volo è dominato dalla poiana di Harris, usata in tutta la Spagna, soprattutto nelle mani dei falconieri giovani anche se non è raro trovare dei maestri falconieri che la usano con grande successo. La maggioranza va a caccia del coniglio o della lepre, alcuni con il cane e altri senza; c’è chi porta il falco sul pugno e c’è chi lo lascia libero aspettando tra gli alberi la fuga della selvaggina. Certi falconieri cacciano con un solo harris e altri  ne volano più di uno insieme. È più raro trovare dei falconieri che caccino anatre, pernici, cornacchie, gazze o gabbiani; però ce ne sono,benchè sparsi per tutto il paese. Gli astorieri sono meno, anche se attualmente si percepisce un incremento con l’aggiunta di alcuni falconieri che sono passati dalla poiana di Harris dei loro primi anni, al secondo livello di complessità in compagnia degli astori. Negli ultimi tempi si è incrementato l’utilizzo delle sottospecie nordiche, anche se la maggioranza continua ad usare le razze iberiche e centroeuropee dell’astore per la cattura delle stesse prede che catturano con l’Harris.

Azor al conejoPochi sono i falconieri che si dedicano agli sparvieri. I motivi sono, in primo luogo, la delicatezza e le accortezze nella loro cura e gestione e, in secondo luogo, la scarsità di selvaggina legale alla portata di questa specie, a causa di limitazioni come il merlo, recentemente tolto, in alcune regioni, dall’elenco delle specie cacciabili. Con lo sparviere si catturano tordi, storni, quaglie, gazze, taccole e, raramente, alzavole, piccioni o pavoncelle. Negli ultimi anni incomminciano a essere usati altri sparvieri, particolarmente lo sparviere bicolor, anche se il numero è ancora poco significativo.

Il gruppo di falconieri che cacciano con le grandi aquile è ancora molto ridotto in Spagna, sebbene chiaramente in crescita. La specie preferita è l’aquila reale che normalmente viene addestrata per la caccia della lepre o del coniglio, anche se qualche appassionato è riuscito a catturare la volpe, il capriolo o addirittura il camoscio.
Baharí peleando con cornejaCon i falconi, la modalità predominante è quella del volo a monte (altanería), e l’ibrido girfalco x pellegrino è il falco preferito, anche se molti falconieri cacciano con pellegrini, soprattutto baharíes (F. p. brookei). La preda più ricercata per il volo a monte in Spagna è la pernice rossa, sempre più rara e difficile da trovare nei territori appropriati; questo fatto spinge molti falconieri a combinare i rilasci di piccioni con la caccia sporadica di pernici. Con la modalità del volo a monte si cattura anche qualche quaglia d’estate (agosto-settembre) e diverse specie di anatre nella stagione venatoria: germano reale, mestolone comune, alzavola, canapiglia, fischione, moriglione,… e, a dire la verità, sono pochissimi gli specialisti che hanno un falcone pronto tutta la stagione per questa modalità così impegnativa ed esclusiva.

Il volo a vista è una tecnica anche usata con i falconi per la cattura di gazze e cornacchie, voli un po’ in disuso (soprattutto la caccia della cornacchia,  per la difficoltà del volo ed il pericolo della preda) sebbene sta diventando sempre più frequente la caccia della gazza con il falco aplomado, volo promettente che ha sempre più adepti. Anche i gabbiani si cacciano in modo simile, generalmente con l’uso di ibridi.

La perdiz roja, principal protagonista de muchos lances

Il gruppo degli appassionati dei gheppi è cresciuto dalla recente introduzione del gheppio americano nella faconeria spagnola; con questo falchetto si riescono a catturare i diffidenti storni delle periferie e qualche quaglia.Come si diceva all’inizio, la falconeria spagnola offre una grande diversità di prede, di falchi e di punti di vista per condividere sogni e voli in una ambientazione ancora attraente e allettante,in un paesaggio che ancora nasconde emozioni per chi decide, per alcune ore, di essere parte integrante di un ambiente naturale, ricco, selvaggio e vario, in un palcoscenico degno di un’arte di caccia antica quanto l’essere umano e viva come la passione che, ogni giorno, si sveglia nelle migliaia di cuori dei falconieri di tutto il mondo.

real con zorro

Cari amici falconieri, vi invitiamo a conoscere un po’ più da vicino i nostri campi, le nostre prede e i nostri sogni condivisi. Speriamo che nella Spagna troviate lo specchio in cui vedervi riflessi, sempre che sia di vostro gradimento! Vi aspettiamo.

 

Si ringrazia per la condivisione: AECCA: www.aecca.org

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