stefano ha scritto:
invece so che i cites in italia stanno arrivando col singhiozzo, a qualcuno prima ma molto prima di altri.
sono convinto che la forestale stessa non sia molto convinta della riproduzione in italia, cioè che non gli piaccia molto e che magari qualcuno negli uffici cerchi di osteggiare la cosa, mi da' questaimpressione mi sbaglio di sicuro
pero l'idea m'è balenata
buon volo
Mi pare che soprattutto ci siano poche nozioni in proposito, da parte dei falconieri/allevatori italiani.
Il Cites viene rilasciato su richiesta dell'allevatore, non è "automatico".
1 -L'allevatore DEVE fare denuncia della nascita non oltre i 10 giorni dalla schiusa, ma puo anche non fare mai domanda di cites.
2 -La domanda del cites viene fatta al CFdS regionale (quindi ogni regione gestisce per conto suo) che inoltra la domanda all'Uff Cites di Roma.
3 - Circa una volta al mese si riunisce la Commissione a Roma che decide se rilasciare i CITES ad ogni singolo richiedente (caso per caso) previo controllo del DNA, oppure senza controllo.
Se il controllo viene richiesto, la forestale deve concordare con l'allevatore una visita dove un veterinario nominato dal CFdS, fa un prelievo che poi viene inviato al laboratorio dell'ISPRA che comunica successivamente il risultato alla commissione a Roma. Alla successiva seduta della Commissione viene dato parere positivo o meno, al rilascio del CITES.
4 - Se il parere è positivo, la commissione autorizza la sede regionale del CFdS dove risiede l'allevatore richiedente, a rilasciare il CITES.
Gli ostacoli di solito sono:
1 - lentezza da parte dell'allevatore nel richiedere il CITES
2 - lentezza da parte dell'Uff del CFdS regionale a mandare la richiesta alla Commissione di Roma
3 - problemi di riunione della Commissione (ci sono di mezzo le ferie estive e se non si rientra nelle commissioni di giugno e luglio si salta a settembre -ottobre).
4 - lentezza da parte del CFdS nel fare i prelievi.
5 - lentezza da parte dell''ISPRA nel fare gli esami DNA.
6 - lentezza da parte del CFdS regionale a stampare i CITES e avvisare gli allevatori che il documento è pronto.
7 - mancanza di agenti sostituti abilitati alla firma e alla stampa dei CITES negli uffici del CFdS durante le ferie estive (questo incredibile disagio l'anno scorso è costato DUE MESI di ritardo ad un allevatore italiano perche' il CITES era pronto, ma l'addetto a stamparlo era in ferie e quando è tornato è andato in ferie il responsabile che doveva firmarlo!!!).
Considerato tutto questo, in pratica in Italia un CITES puo essere pronto il 20 giugno (come per esempio è successo quest'anno per alcuni allevatori italiani, senza "maniglie" o favori, ma semplicemente perchè tutti hanno fatto tutto nei tempi giusti...) oppure, se richieste le analisi genetiche e beccando ferie degli uffici etc etc, essere pronto a ottobre... , come è successo lo scorso anno a qualche allevatore.
Il problema è che senza CITES gli animali non possono essere mossi o ceduti e quindi stanno fermi in voliera con tutti gli annessi e connessi.
Spero ardentemente che qualche zelante agente o funzionario della Forestale legga questo mio post e che si renda conto che un legge (sacrosanta) fatta per salvaguardare gli animali, alla fine, principalmente per motivi burocratici o di semplice indolenza, spesso danneggia fisicamente gli stessi animali che dovrebbe tutelare.
Inoltre, come si puo dedurre anche leggendo questo forum, i falconieiri italiani spesso a causa di questi problemi burocratici acquistano falchi all'estero, penalizzando gli sforzi (non da poco) di chi in Italia si avventura con sacrificio e passione nell'allevamento dei rapaci diurni, collaborando anche limitare il bracconaggio e a salvaguardare il patrimonio selvatico delle specie protette dalla CITES.
Negli altri paesi europei vige la stessa normativa comunitaria, ma esiste la certificazione CITES precompilata e autocertificata per gli allevatori riconosciuti dalla Stato, come prevede il regolamento CEE. Da noi pare sia una musica che non viene ascoltata, per ora.
Personalmente, per quel che vale, sarei felice se chi "frega" venisse bandito a vita dalla possibilità di detenere rapaci anche se solo imbalsamati, ma mi piacerebbe che chi onestamente rispetta le regole fosse premiato.
Paradossalmente si puo dire che in Italia, per quanto riguarda la CITES, chi rispetta rigorosamente la legge è "ostacolato" in questo percorso, proprio dalla burocrazia che la legge stessa alimenta.