nuovi arrivi 2012

reartu ha scritto:
peccato per la sfiga dello stocchi, belli gli esemplari presi, complimenti, tutti pellegrini bellissimi, e magari hanno pure i cites..............altro che italia
buon volo

[quote:1g88ujei]certo che abbiamo i cites stefano... l'italia sta avanti solo col calcio per il resto...

Quest'anno ,da quello che sento, stanno arrivando in maniera molto veloce anche in italia....[/quote:1g88ujei]

Il problema caro Silvio, che in Italia se un allevatore ha un maschio che dona il seme, con quel seme ci insemina tutte le sottospecie di pellegrine disponibili al momento, quindi non prendi pellegrini puri.
Esempio in Spagna hanno coppie x tutte le sotto specie di pellegrini, quindi hai la certezza di prendere un puro, certo l'incxxxxa la puoi prendere anche la per carita, ma se conosci prendi esemplari puri e sani.
I cites li hanno con 20 giorni salvo imprevisti
 
Astorello messo in voliera ieri, ancora due settimane di pacchia e poi si lavora :)
Per le foto ci stiamo organizzando :P
 
invece so che i cites in italia stanno arrivando col singhiozzo, a qualcuno prima ma molto prima di altri.
sono convinto che la forestale stessa non sia molto convinta della riproduzione in italia, cioè che non gli piaccia molto e che magari qualcuno negli uffici cerchi di osteggiare la cosa, mi da' questaimpressione mi sbaglio di sicuro
pero l'idea m'è balenata
buon volo
 
stefano ha scritto:
invece so che i cites in italia stanno arrivando col singhiozzo, a qualcuno prima ma molto prima di altri.
sono convinto che la forestale stessa non sia molto convinta della riproduzione in italia, cioè che non gli piaccia molto e che magari qualcuno negli uffici cerchi di osteggiare la cosa, mi da' questaimpressione mi sbaglio di sicuro
pero l'idea m'è balenata
buon volo

Mi pare che soprattutto ci siano poche nozioni in proposito, da parte dei falconieri/allevatori italiani.
Il Cites viene rilasciato su richiesta dell'allevatore, non è "automatico".
1 -L'allevatore DEVE fare denuncia della nascita non oltre i 10 giorni dalla schiusa, ma puo anche non fare mai domanda di cites.
2 -La domanda del cites viene fatta al CFdS regionale (quindi ogni regione gestisce per conto suo) che inoltra la domanda all'Uff Cites di Roma.
3 - Circa una volta al mese si riunisce la Commissione a Roma che decide se rilasciare i CITES ad ogni singolo richiedente (caso per caso) previo controllo del DNA, oppure senza controllo.
Se il controllo viene richiesto, la forestale deve concordare con l'allevatore una visita dove un veterinario nominato dal CFdS, fa un prelievo che poi viene inviato al laboratorio dell'ISPRA che comunica successivamente il risultato alla commissione a Roma. Alla successiva seduta della Commissione viene dato parere positivo o meno, al rilascio del CITES.
4 - Se il parere è positivo, la commissione autorizza la sede regionale del CFdS dove risiede l'allevatore richiedente, a rilasciare il CITES.

Gli ostacoli di solito sono:
1 - lentezza da parte dell'allevatore nel richiedere il CITES
2 - lentezza da parte dell'Uff del CFdS regionale a mandare la richiesta alla Commissione di Roma
3 - problemi di riunione della Commissione (ci sono di mezzo le ferie estive e se non si rientra nelle commissioni di giugno e luglio si salta a settembre -ottobre).
4 - lentezza da parte del CFdS nel fare i prelievi.
5 - lentezza da parte dell''ISPRA nel fare gli esami DNA.
6 - lentezza da parte del CFdS regionale a stampare i CITES e avvisare gli allevatori che il documento è pronto.
7 - mancanza di agenti sostituti abilitati alla firma e alla stampa dei CITES negli uffici del CFdS durante le ferie estive (questo incredibile disagio l'anno scorso è costato DUE MESI di ritardo ad un allevatore italiano perche' il CITES era pronto, ma l'addetto a stamparlo era in ferie e quando è tornato è andato in ferie il responsabile che doveva firmarlo!!!).
Considerato tutto questo, in pratica in Italia un CITES puo essere pronto il 20 giugno (come per esempio è successo quest'anno per alcuni allevatori italiani, senza "maniglie" o favori, ma semplicemente perchè tutti hanno fatto tutto nei tempi giusti...) oppure, se richieste le analisi genetiche e beccando ferie degli uffici etc etc, essere pronto a ottobre... , come è successo lo scorso anno a qualche allevatore.

Il problema è che senza CITES gli animali non possono essere mossi o ceduti e quindi stanno fermi in voliera con tutti gli annessi e connessi.
Spero ardentemente che qualche zelante agente o funzionario della Forestale legga questo mio post e che si renda conto che un legge (sacrosanta) fatta per salvaguardare gli animali, alla fine, principalmente per motivi burocratici o di semplice indolenza, spesso danneggia fisicamente gli stessi animali che dovrebbe tutelare.
Inoltre, come si puo dedurre anche leggendo questo forum, i falconieiri italiani spesso a causa di questi problemi burocratici acquistano falchi all'estero, penalizzando gli sforzi (non da poco) di chi in Italia si avventura con sacrificio e passione nell'allevamento dei rapaci diurni, collaborando anche limitare il bracconaggio e a salvaguardare il patrimonio selvatico delle specie protette dalla CITES.
Negli altri paesi europei vige la stessa normativa comunitaria, ma esiste la certificazione CITES precompilata e autocertificata per gli allevatori riconosciuti dalla Stato, come prevede il regolamento CEE. Da noi pare sia una musica che non viene ascoltata, per ora.
Personalmente, per quel che vale, sarei felice se chi "frega" venisse bandito a vita dalla possibilità  di detenere rapaci anche se solo imbalsamati, ma mi piacerebbe che chi onestamente rispetta le regole fosse premiato.
Paradossalmente si puo dire che in Italia, per quanto riguarda la CITES, chi rispetta rigorosamente la legge è "ostacolato" in questo percorso, proprio dalla burocrazia che la legge stessa alimenta.
 
quasi del tutto daccordo con te Amedeo , solo un paio di precisazioni :
lo scorso anno stimolati da un'associazione ornitologica si sono ritrovati a Piacenza i rappresentanti della stessa associazione , del corpo forestale dello stato e della commissione CITES , proprio per discutere delle problematiche per il rilascio dei certificati in Italia (qui è meglio stendere un velo pietoso sul menefreghismo delle associazioni di falconieri italiani che si sono assolutamente disinteressati della cosa...).Purtroppo l'incontro che in un primo momento doveva essere aperto anche ai singoli alla fine è stato fatto solo dai vertici della Associazione organizzatrice e pur con qualche innegabile vantaggio rispetto alla situazione precedente è evidente che la mancanza di qualcuno esperto sulle problematiche relative ai falchi da falconeria ha penalizzato l'allevamento italiano.Ad oggi comunque l'iter sopro esposto da Amedeo ha subito queste evoluzioni: fermo restando l'obbligo di denuncia di nascita entro 10 giorni il CFS di pertinenza regionale si impegna a mandare direttamente (e qui sta il miglioramento) alla commissione scientifica la richiesta per i certificati entro trenta giorni dal ricevimento della stessa ( la domanda dei cites puo essere fatta anche contestualmente alla denuncia di nascita , ma deve obbligatoriamente riportare il numero di anello o microchip e quindi per chi fa allevare in voliere deve avere la certezza che l'anello non vada perso prima d'inoltrare la domanda stessa). A questo punto la commissione si riserva 90 giorni per fornire il suo parere ( 90 giorni comprensivi anche dell'eventuale richiesta e verifica del DNA).
quindi al massimo in 120 giorni si dovrebbero avere i certificati (aggiungete qualche giorno per la materiale preparazione dei certificati...) .Se l'allevatore è riconosciuto come allevatore (perchè ha gia riprodotto piö volte la stessa specie di animali per cui richiede il CITES ed ha avuto verifiche genetiche con risultati positivi la richiesta della verifica genetica potrà  essere fatta random e quindi si potrebbe avere il certificato in un paio di mesi ...Agli allevatori il compito di tenere verificati i tempi concordati , a tutti :allevatori e falconieri italiani il mangiarsi le dita per aver perso l'ennesima occasione per far valere i nostri diritti di cittadini europei .. ciao a tutti Franco! :)
 
TYTO ha scritto:
...quindi al massimo in 120 giorni si dovrebbero avere i certificati (aggiungete qualche giorno per la materiale preparazione dei certificati...) .Se l'allevatore è riconosciuto come allevatore (perchè ha gia riprodotto piö volte la stessa specie di animali per cui richiede il CITES ed ha avuto verifiche genetiche con risultati positivi la richiesta della verifica genetica potrà  essere fatta random e quindi si potrebbe avere il certificato in un paio di mesi ......

Se un pellegrino nasce il 1 aprile, il CITES potresti averlo a metà  agosto... (ma te lo danno a settembre, per via delle ferie...) quando i pellegrini comprati all'estero stanno già  volando ... per cui per ben che vada, l'allevatore italiano è fuori dal mercato.
Non parliamo degli astori! un astore giovane non puoi tenerlo libero in voliera con i genitori e i fratelli, come faresti con i pellegrini... per ovvi motivi di aggressività , per cui senza documenti hai problemi enormi di spazio e di costi (sono necessarie molte strutture). Oppure devi giardinarli con tutti i problemi che un astore non addestrato presenta stando alla pertica.
Per cui il problema non è soltanto formale o commerciale ( e qui mi piacerebbe che il CFdS si sensibilizzasse particolarmente) ma anche di salute animale. Questo è il motivo per cui è necessario che anche in Italia passi l'autocertifcazione e il CITES pre-compilato per gli allevatori riconosciuti. Poi, visto che i mezzi tecnici ci sono, se beccano i furbi, che li mettano in galera ! ma gli onesti devono essere incentivati, non ostacolati dalle norme.
 
sicuramente in italia ci sono ottimi allevatori coscenziosi e che riproducono esemplari eccellenti, pero sta di fatto che se vuoi un falco pronto per l'apertura di caccia o lo prendi all'estero o rimani al palo. sta di fatto che molti allevatori sia amatoriali e quei pochi professionali si devono inchinare a tempi biblici e pastoie burocratiche per avere qualcosa che è un loro diritto ottenere, così facendo molti giovani rimangono in voliera anche per un anno. nel resto del mondo civilizzato è lo stato a doversi difendere dai cittadini, in italia è il contrario, il cittadino è sempre in torto a prescindere.
chi se lo compra un falco di un anno da voliera???? nessuno o quasi, l'acquirente a questo punto a suo rischio e pericolo si porta a casa un giovane con un foglio provvisiorio di cessione, con tutti i rischi del caso.
in teoria per avere documenti e falchi pronti in tempi decenti, gli allevatori dovrebbero denunciare le nuove nascite a gennaio massimo febbraio..........................
per dovrebbero far causa a quei dirigenti o impiegati che non rispettano la normativa e chiedere danni per mancato incasso
buon volo
 
a tempi biblici e pastoie burocratiche per avere qualcosa che è un loro diritto ottenere, così facendo molti giovani rimangono in voliera anche per un anno.

Con il nuovo regolamento,come spiegato da Franco, queste cose non devono piö accadere e sta agli allevatori far rispettare i tempi.

per dovrebbero far causa a quei dirigenti o impiegati che non rispettano la normativa e chiedere danni per mancato incasso

Sempre con il nuovo regolamento è una cosa possibile.
 
reartu ha scritto:
a tempi biblici e pastoie burocratiche per avere qualcosa che è un loro diritto ottenere, così facendo molti giovani rimangono in voliera anche per un anno.

Con il nuovo regolamento,come spiegato da Franco, queste cose non devono piö accadere e sta agli allevatori far rispettare i tempi.

[quote:3oeoz7f3]per dovrebbero far causa a quei dirigenti o impiegati che non rispettano la normativa e chiedere danni per mancato incasso

Sempre con il nuovo regolamento è una cosa possibile.[/quote:3oeoz7f3]

Per cortesia potreste citare il numero del regolamento che Franco ha citato e che Silvio pare conosca?
Così possiamo andare a leggerlo. Sinceramente non lo conosco, ma mi pare che 90 o 120 giorni per avere una documentazione che nel resto dell'Europa viene rilasciata o in anticipo (autocrtificazione su CITES pre-compilati) oppure al massimo 20 giorni dopo la nascita... non mi pare un grande risultato, sebbene venga "garantito".
Anzi, lasciatemi dire, mi pare quasi una presa in giro. E' come se mi dicessero: "guarda, da oggi ti garantisco che tuti i treni avranno dai 20 ai 50 minuti di ritardo! sei contento? te l'ho messo per iscritto... cosa vuoi di piö?"...
 
Ciao a tutti e complimenti per i nuovi arrivi... Avrei voluto scrivere anch' io su questa discussione ma purtroppo,sia per un errore mio, sia per una distrazione fornitami da mia madre, il mio maschio di harris mi è fuggito e non sono piö riuscito a recuperarlo... In ogni caso la colpa credo che sia solo mia... Sarà  che sono sfortunato o magari sono proprio io ad essere "sbagliato", non lo so...
Spero di poter ripartire al piö presto, probabilmente il prossimo anno ormai... Intanto seguiro l'evolversi dei vostri rapaci... Meglio di niente...
 
Mi spiace Lele!!! :(
Anche a me per una mia disattenzione, 2 settimane fa' mi e' scappata la codabianca dalla falconiera. Era bella grassa, quasi a fine muta, non era armata (solo i bracciali) per cui il momento era anche propizio.
Ma il tuo harris era un nuovo arrivo? Non riesci a recuperarlo?
In ogni caso devi andare avanti! A fine agosto mi arriva un altro falco, non possiamo stare senza no? :)
 
volovia ha scritto:
Mi spiace Lele!!! :(
Anche a me per una mia disattenzione, 2 settimane fa' mi e' scappata la codabianca dalla falconiera. Era bella grassa, quasi a fine muta, non era armata (solo i bracciali) per cui il momento era anche propizio.
Ma il tuo harris era un nuovo arrivo? Non riesci a recuperarlo?
In ogni caso devi andare avanti! A fine agosto mi arriva un altro falco, non possiamo stare senza no? :)


EVVAI Marghe !!! finalmente ci siamo liberati della poianazza !!! :lol: :lol: lunga vita a lei....
Alla fine mi pare di capire che dopo un po' di "vai e vieni" hai deciso per un Harris... giusto?
 
se un giovane falco scappa e non si fa' piö trovare la colpa è sempre e solo della persona che lo detiene
buon volo
 
Quoto Stefano! Per me e' stato gia' un bel risultato che non mi sia scappata in volo, a volte non mi c..va proprio, ma poi ritornava sempre al pugno.
Saro' un po' rincoglionita perche' i falchi mi sono scappati sempre e solo dalla falconiera (porta chiusa male, ecc.., sempre colpa mia ovviamente!).

Tanax, la poianazza penso che se la cavera' :wink: .
Ho scelto pero' un'altra poianazza :lol: femmina di Harris superior, nata quest'anno.
Valutazioni: zona boschiva, se proprio non si preda va bene anche il volo ludico (ma spero di poterla introdurre), ottima provenienza!
La volero' con la radio.
 
Per cortesia potreste citare il numero del regolamento che Franco ha citato e che Silvio pare conosca?
Così possiamo andare a leggerlo. Sinceramente non lo conosco, ma mi pare che 90 o 120 giorni per avere una documentazione che nel resto dell'Europa viene rilasciata o in anticipo (autocrtificazione su CITES pre-compilati) oppure al massimo 20 giorni dopo la nascita... non mi pare un grande risultato, sebbene venga "garantito".
Anzi, lasciatemi dire, mi pare quasi una presa in giro. E' come se mi dicessero: "guarda, da oggi ti garantisco che tuti i treni avranno dai 20 ai 50 minuti di ritardo! sei contento? te l'ho messo per iscritto... cosa vuoi di piö?"...

Amedeo, non sarà  tanto, ma piuttosto di aspettare un anno meglio così...poi se magari interpellavano i falconieri si poteva fare meglio, ma alla riunione, indetta dalla FOI, siamo stati tagliati fuori.e comunque quelli sono tempi massimi, 30gg max per il prelievo(se da effettuare) e 120 max per il rilascio dei certificati.Se trovo l'articolo con i riferimenti lo scannerizzo e lo posto...ma si dovrebbe trovare qualcosa sul sito della FOI
 
Il problema caro Silvio, che in Italia se un allevatore ha un maschio che dona il seme, con quel seme ci insemina tutte le sottospecie di pellegrine disponibili al momento, quindi non prendi pellegrini puri.
Esempio in Spagna hanno coppie x tutte le sotto specie di pellegrini, quindi hai la certezza di prendere un puro, certo l'incxxxxa la puoi prendere anche la per carita, ma se conosci prendi esemplari puri e sani.
I cites li hanno con 20 giorni salvo imprevisti

Eugenio non facciamo gli estremisti...lo sai anche tu che non è vero....ci sono molti allevatori che si impegnano per fare le cose fatte bene e non è bello metterli nel mucchio...penso che in spagna sia uguale...un po' fanno selezione ed il resto fa con quello che ha....tutto il mondo è paese....
Poi se parliamo di cites allora posso anche darti ragione....se in italia si arrivasse ad averli in un paio di mesi le cose andrebbero meglio....sarebbe sempre un problema per gli imprintati, ma almeno per i naturali non ci sarebbero problemi.
Pero io cercherei di avere piö fiducia degli allevatori italiani, già  sono pochi e con difficoltà  burocratiche, ancora che li denigriamo...
 
volovia ha scritto:
Mi spiace Lele!!! :(
Anche a me per una mia disattenzione, 2 settimane fa' mi e' scappata la codabianca dalla falconiera. Era bella grassa, quasi a fine muta, non era armata (solo i bracciali) per cui il momento era anche propizio.
Ma il tuo harris era un nuovo arrivo? Non riesci a recuperarlo?
In ogni caso devi andare avanti! A fine agosto mi arriva un altro falco, non possiamo stare senza no? :)

Si era un harris di 2 mesi passati sempre con i genitori... Per andare avanti non c'è dubbio... Fin dove possibile per il momento...
 
reartu ha scritto:
Il problema caro Silvio, che in Italia se un allevatore ha un maschio che dona il seme, con quel seme ci insemina tutte le sottospecie di pellegrine disponibili al momento, quindi non prendi pellegrini puri.
Esempio in Spagna hanno coppie x tutte le sotto specie di pellegrini, quindi hai la certezza di prendere un puro, certo l'incxxxxa la puoi prendere anche la per carita, ma se conosci prendi esemplari puri e sani.
I cites li hanno con 20 giorni salvo imprevisti

Eugenio non facciamo gli estremisti...lo sai anche tu che non è vero....ci sono molti allevatori che si impegnano per fare le cose fatte bene e non è bello metterli nel mucchio...penso che in spagna sia uguale...un po' fanno selezione ed il resto fa con quello che ha....tutto il mondo è paese....
Poi se parliamo di cites allora posso anche darti ragione....se in italia si arrivasse ad averli in un paio di mesi le cose andrebbero meglio....sarebbe sempre un problema per gli imprintati, ma almeno per i naturali non ci sarebbero problemi.
Pero io cercherei di avere piö fiducia degli allevatori italiani, già  sono pochi e con difficoltà  burocratiche, ancora che li denigriamo...

Certamente nn bisogna generalizzare, ma io so di persone che hanno fatto centinaia di km in macchina, per andarsi a prendere il seme di un maschio :)
 
Eugenio pure io ed erano italiani....centinaia di km per andare a prenderlo e centinaia per portarlo...
 
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