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Discussione: Regolamentare la Falconeria in Italia

  1. #151
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    di Giovanni Camerini
    Citazione Originariamente Scritto da Danton Visualizza Messaggio
    lo so che la depenalizzazione favorisce chi ha maggiori risorse economiche
    ma chi ha magiori risorse è favorito anche nel caso del penale dilatando i tempi
    del processo fino ad arrivare a prescrizione.
    è perfettamente corrretto quello che dici ma se si parte con il voler cambiare
    il sistema sanzionatorio allora non ci si pone un traguardo a breve scadenza.
    La legge 689/1981 (istitutiva delle sanzioni amministrative) prevede anche sanzioni proporzionali
    con le quali disincentivare anche i più facoltosi da applicarsi ad esempio in caso di recidiva (reiterazione dell'illecito)
    Io ho risposto soltanto alla tua ipotesi di depenalizzazione, non volevo aprire una disquisizione legale, che sarebbe senza fine e andrebbe troppo lontana (oltre ad essere off topic).
    Comunque sia, oggi si tende ad incrementare le pene sia per chi delinque verso gli animali attentando al loro benessere, sia per chi "braccona" ovvero agisce contro la 157/92.
    Si sta arrivando ad assurdità che equiparano i diritti degli animali a quelli umani. Per cui pensare di ammorbidire le pene mi pare una perdita di tempo, anche perchè non bisognerebbe arrivare a doverle subire...
    Io sono più favorevole a mediare allargando la strada per i virtuosi e chiudendo i cancelli a chi sgarra.
    Vado a caccia da tanti anni e ho sempre sostenuto che chi è onesto deve poter agire al meglio, i disonesti vanno puniti al massimo. A chi spara sistematicamente a fauna protetta e a chi caccia sistematicamente in luoghi protetti, va ritirato porto d'armi e licenza di caccia a vita. Ma chi è onesto e rispetta le leggi, va favorito.

  2. #152
    Falconiere Esperto

    L'avatar di toscano1
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    la sanzione amministrativa per certi reati venatori va bene, ed anche non elevatissima...
    andrebbe però introdotta la sanzione cui il cacciatore teme di più: il ritiro della licenza di caccia per tot mesi o per tot anni

    vedrai che qualcuno ci pensa un poco di più prima di fare marachelle

    sia se sia penale sia se sia amministrativa la sanzione, chI ci rimette è sempre il "povero", il ricco si può permettere di pagare sanzioni elevate come pagare avvocati e periti, per cui...TOGLIERE LA LICENZA DI CACCIA !!
    Ultima modifica di toscano1; 14-01-2014 alle 16:42
    https://www.tuscanyhoods.it- Attrezzature per la Falconeria

  3. #153
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    parlare di leggi in una discussione che si chiama "regolamentare la falconeria in Italia" mi sembra
    perfettamente centrata sull'argomento

    Citazione Originariamente Scritto da Tanax Visualizza Messaggio
    Io sono più favorevole a mediare allargando la strada per i virtuosi e chiudendo i cancelli a chi sgarra.
    Vado a caccia da tanti anni e ho sempre sostenuto che chi è onesto deve poter agire al meglio, i disonesti vanno puniti al massimo. A chi spara sistematicamente a fauna protetta e a chi caccia sistematicamente in luoghi protetti, va ritirato porto d'armi e licenza di caccia a vita. Ma chi è onesto e rispetta le leggi, va favorito.
    essendo perfettamente d'accordo con quello che scrivi, se mi posso permettere di tradurre in pratica quello che dici:
    "allargare alla strada ai virtuosi" si realizza con la concessione di maggiori libertà
    "I disonesti vanno puniti al massimo" si realizza inasprendo le pene

    mi sembra già un buon punto di partenza su cui confrontarsi
    Antonio

  4. #154
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    Si potrebbe pensare di agire in primis sulle leggi del "Benessere dell'animale" ovvero creare un regolamentazione apposita per la detenzione dei rapaci : tipi di cappuccio , alymeri , lunghezza e tipi di geti , pertiche , blocchi , dimensioni voliere tutto a seconda della specie , obbligo della radio , visita del CFS per avere il nulla osta che tutto sia in regola e anche tramite un esame scritto (sulla falsa riga del modello americano). E' un modo per proteggere gli animali (che è quello che una legge dovrebbe fare , proteggere e tutelare) e limitare la libertà (uno sprovveduto non può acquistare un rapace perchè gli gira) può essere vista favorevolmente da esponenti animalisti. Questo porterebbe però la totale esclusione dalla detenzione di specie alloctone e ibridi con tutte le conseguenze del caso.
    Inoltre potrebbe essere preso , in un secondo momento , come modello sulla falsa riga dell'abilitazione al tiro a segno nazionale (abilitazione alla detenzione di rapaci) e inserito nella 157/92 per il rilascio della licenza di caccia, dando anche quindi la possibilità a chi non può detenere armi da fuoco di poter praticare la falconeria.

  5. #155
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    a mio parere le specie alloctone come la minilepre, lo scoiattolo grigio ecc. dovrebbero essere completamente estirpate dal territorio italiano poichè rovinano gli ecosistemi già esistenti (e aggiungerei perfettamente funzionanti) e dovrebbero essere cacciabili tutto l'anno sia da cacciatori "fucilieri" che da falconieri,
    tutto questo sarebbe fattibile se non fosse per la gente che non rispetta le leggi...

  6. #156
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    L'avatar di Fulmine
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    Ecosistemi funzionanti?
    Gli ecosistemi sono fortemente alterati da quando c'è l'uomo soprattutto quello di pianura... poi sono d'accordo con te che le specie alloctone vadano eradicate ma con l'eradicazione deve seguire un piano ben supportato di riqualificazione ambientale altrimenti ciccia, ma l'Italia quando c'è da spendere soldi per l'ambiente non è che sia proprio virtuosa.
    La minilepre occupa l'habitat della lepre e del coniglio (anch'esso specie alloctona o meglio paleo-alloctona, introdotta dai romani), quindi se si vuole estirpare la mini va bene, ma che seguano progetti seri (quindi condotti da ricercatori e università) e soprattutto finanziati, per la riqualificazione del territorio per favorire questi animali.
    Altrimenti con l'ecosistema degradato e la nicchia ecologica libera subentrerà di certo un altro alloctono magari con impatto decisamente peggiore.
    Discorso diverso è per lo scoiattolo grigio, perchè è veramente un grosso problema che sta creando danni ambientali di grossa portata ed anche economici.
    Scusate l'off-topic
    Ultima modifica di Fulmine; 15-01-2014 alle 18:28

  7. #157
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    Citazione Originariamente Scritto da Fulmine Visualizza Messaggio
    Ecosistemi funzionanti?
    Gli ecosistemi sono fortemente alterati da quando c'è l'uomo soprattutto quello di pianura... poi sono d'accordo con te che le specie alloctone vadano eradicate ma con l'eradicazione deve seguire un piano ben supportato di riqualificazione ambientale altrimenti ciccia, ma l'Italia quando c'è da spendere soldi per l'ambiente non è che sia proprio virtuosa.
    La minilepre occupa l'habitat della lepre e del coniglio (anch'esso specie alloctona o meglio paleo-alloctona, introdotta dai romani), quindi se si vuole estirpare la mini va bene, ma che seguano progetti seri (quindi condotti da ricercatori e università) e soprattutto finanziati, per la riqualificazione del territorio per favorire questi animali.
    Altrimenti con l'ecosistema degradato e la nicchia ecologica libera subentrerà di certo un altro alloctono magari con impatto decisamente peggiore.
    Discorso diverso è per lo scoiattolo grigio, perchè è veramente un grosso problema che sta creando danni ambientali di grossa portata ed anche economici.
    Scusate l'off-topic
    Tanto cominciamo a levare gli alloctoni (almeno quelli introdotti negli ultimi 2-300 anni, senza andare tanto lontano, altrimenti dovremmo levare anche il fagiano), TUTTI, anche quelli che ci fanno comodo per divertirci, poi a ricolonizzare gli ecosistemi ci penseranno le specie autoctone, come è sempre stato.
    Ma questo è un altro discorso off topic, appunto.

  8. #158
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    di Giovanni Camerini
    Citazione Originariamente Scritto da gcm Visualizza Messaggio
    Si potrebbe pensare di agire in primis sulle leggi del "Benessere dell'animale" ovvero creare un regolamentazione apposita per la detenzione dei rapaci : tipi di cappuccio , alymeri , lunghezza e tipi di geti , pertiche , blocchi , dimensioni voliere tutto a seconda della specie , obbligo della radio , visita del CFS per avere il nulla osta che tutto sia in regola e anche tramite un esame scritto (sulla falsa riga del modello americano). E' un modo per proteggere gli animali (che è quello che una legge dovrebbe fare , proteggere e tutelare) e limitare la libertà (uno sprovveduto non può acquistare un rapace perchè gli gira) può essere vista favorevolmente da esponenti animalisti. Questo porterebbe però la totale esclusione dalla detenzione di specie alloctone e ibridi con tutte le conseguenze del caso.
    Inoltre potrebbe essere preso , in un secondo momento , come modello sulla falsa riga dell'abilitazione al tiro a segno nazionale (abilitazione alla detenzione di rapaci) e inserito nella 157/92 per il rilascio della licenza di caccia, dando anche quindi la possibilità a chi non può detenere armi da fuoco di poter praticare la falconeria.
    Il modello americano è variegato e differente da Stato a Stato, ma in linea di massima, secondo me, molto più logico che, per esempio, quello spagnolo, che in certe regioni è peggio del nostro.
    Purtroppo per noi la caccia deve confrontarsi anche con la gestione del territorio e il concetto di "proprietà privata" e di gestione della fauna selvatica di ogni nazione. Per questo motivo non si può semplicemente toccare la legge sull'attività venatoria per imitare un modello estero, ma bisognerebbe fare uno sconvolgimento legale molto più ampio che andrebbe a coinvolgere i proprietari dei terreni, il demanio, le attività imprenditoriali di vari settori... insomma improponibile.
    Considerate che in Italia fare modifiche anche apparentemente logiche e banali (come per esempio differenziare il porto d'armi dalla licenza per praticare la Falconeria) comporterebbe la creazione di nuove commissioni per i corsi e gli esami, con conseguente creazione di "esperti" da preparare, inserire, retribuire, etc etc... I dipendenti delle province (ammesso e non concesso che siano loro i destinatari) dovrebbero essere formati (con conseguente lavoro aggiunto e magari stipendio, sicuramente con poco "entusiasmo da parte loro che lo vedrebbero come un onere in più), poi si dovrebbe inventare una modulistica ad hoc etc etc
    E tutto questo con i protezionisti politicamente trasversali a mettere i bastoni nelle ruote.
    Insomma, il topolino partorirebbe la montagna! ma dovrà essere così...
    Io credo che qualcosa si farà, con intelligenza, moderazione e onestà.
    Senza esagerazioni e tenendo conto della realtà storica e sociale di oggi, sicuramente si può migliorare la condizione della Falconeria italiana, ma se si pretende tutto... le porte si chiudono. Bisogna identificare gli obbiettivi veri ed importanti e portare avanti loro.
    Voglio precisare che sto parlando di FALCONERIA, non di spettacoli con i rapaci.
    Per quanto riguarda il settore degli spettacoli, credo siano maturi i tempi per creare regole e condizioni serie e formali, ma dovrebbero essere i professionisti a farlo, confrontandosi fra loro. Ad oggi, chiacchiere a parte, non mi pare che ci sia una volontà reale e forte in questo senso.
    Per chi va a caccia con i rapaci diurni l'importante è che sia ben chiaro alla società che gli spettacoli con i rapaci (in piazza o in volerie private) e la Falconeria (caccia con i rapaci diurni) sono attività differenti fra loro.

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