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Discussione: TORDO

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    TORDO

    di Giovanni Camerini
    hO TROVATO UN BELL'ARTICOLO SU INTERNET...

    TORDO BOTTACCIO



    Il tordo bottaccio eā€™ il volatile piuā€™ apprezzato dai cacciatori da appostamento, lungo 23 cm, dal peso di circa 80 grammi.

    Migratore, specie oggetto di caccia specifica ha piumaggio della testa e del dorso color castano-olivastro con sfumature grigiastre sul groppone, gola color crema con rare macchie castane, petto e ventre di un color bianco-giallastro con macchie ovali brune, dal piumaggio eā€™ praticamente impossibile riconoscere i due sessi.

    I giovani si riconoscono per la parte superiore della livrea giallastra.

    Eā€™ il tipico uccello silvano; intendendo peroā€™ per ā€œselvaā€ non il bosco dā€™alto fusto che ha scarsissimo sottobosco, ma il bosco ceduo molto cespugliato, pocheā€™ il tordo eā€™ piuā€™ uccello da cespuglio che di albero.

    Ama lā€™umiditaā€™ e la luce attenuata, piuā€™ il bosco eā€™ umido e scarsamente illuminato e piuā€™ gli piace. Scende spesso per terra a ricercare vermi, lombrichi, chiocciole, insetti, bacche.

    Durante il periodo di migrazione si muove soltanto di prima mattina presumendosi giunto durante la notte, e sembra scomparire durante il giorno.

    In Italia abbiamo qualche zona di riproduzione limitata alla fascia prealpina ed in alcuni grandi boschi appenninici.
    Il nido eā€™ usualmente posto nel punto dā€™attacco tra il ramo ed il tronco per ragioni prudenziali, ma non a molta altezza dal suolo, dal diametro di circa 15 cm, costruito con fango, fili dā€™erba, erbe, foglie e rivestito di piume, muschio e piccoli legni marci che il tordo frantuma ed impasta con la saliva tanto da farne sembrare lā€™interno intonacato. Vi depone 4 o 5 uova di color azzurro punteggiato di nero. Le cova per quindici giorni ed i piccoli dopo circa venti lasciano il nido. La seconda covata avviene solitamente a metaā€™ giugno. I piccoli vengono alimentati con ā€œpicchiateā€ in volo dei genitori sul punto dove eā€™ posto il nido ed il cibo č composto da insetti e vermi in genere.

    Il tordo č un insettivoro-frugivoro ma mostra una spiccata predilezione per le bacche di ginepro, di olive, e numerosi altri frutti, non disdegnando peroā€™ insetti ed in particolare lombrichi. Una delle caratteristiche del tordo eā€™ di riuscire a mangiare le chiocciole dopo avergli spezzato il guscio contro una pietra.

    Il tordo č un uccello di passo, nella zona delle prealpi il medesimo inizia precocemente, addirittura nella prima metaā€™ di settembre, si ritiene peroā€™, che questi primi avvistamenti siano piuā€™ che altro dovuti a spostamenti di tordi nidificanti nella zona che allā€™approssimarsi dellā€™autunno tendono a diffondersi nei territori prospicenti la val padana.

    Il passo vero e proprio inizia ai primi di ottobre e termina una ventina di giorni dopo (questo dato si riferisce alla migrazione del nord Italia, logicamente nel centro-sud si verifica con qualche giorno di ritardo).

    Vi sono peroā€™ numerosi contingenti di tordi che si trattengono a lungo in zone favorevoli del centro-sud Italia.

    I tordi che giungono in Italia attraversano i valichi delle Alpi provenendo dalla Germania e dalle regioni Carpatico-danubiane, hanno un comportamento migratorio individuale, vi sono esemplari che si attardano in determinati territori dove trovano pastura, mentre altri proseguono in fretta il viaggio, solitamente compiuto, per lunghi spostamenti, di notte ma anche caratterizzato da tragitti piuā€™ brevi durante la mattina.

    Vi sono due importanti correnti migratorie, una , attraverso le Alpi Giulie porta i tordi in Piemonte ed in Liguria verso la Corsica, la Sardegna e la Tunisia. Unā€™altra importatnte rotta migratoria eā€™ quella adriatico-mediana che eā€™ percorsa dai volatili che giungono nel nord-est e nellā€™Italia centrale.

    Il ripasso comincia a fine gennaio e percorre a ritroso quello invernale, proprio come eā€™ stato dimostrato dagli inanellamenti, gli stessi hanno anche consentito di stabilire quale puoā€™ essere la longevitaā€™ del tordo.

    Alcuni soggetti sono vissuti in cattivitaā€™ per una quindicina dā€™anni, logicamente gli esemplari selvatici hanno un arco viatale inferiore.

    Nel 1961 fu catturato a Cagliari un tordo inanellato a Castel Fusano il 31/10/1936. Il soggetto aveva un anello con la scritta Federcaccia-Coni-Roma 26664.

    Caccia principe per questo selvatico č lā€™appostamento fisso con richiami vivi, il maschio č il miglior richiamo,fondamentale soprattutto riconoscere i soggetti maschi prima di porli in chiusa, porre in chiusa una femmine sarebbe cosa inutile,la femmina potrebbe essere anche molto valida da presiccia,cioč buona zippatrice (o come si dice da noi nel bresciano ā€œrecipaā€ cioč emette due zip in rapida conseguenza) limitatamente al periodo di passo invernale quando il soggetto č ancora novello,ma sarebbe completamente inutile dopo la chiusa.

    ąˆ quindi come detto tassativo riconoscere gli esemplari maschi,ma come fare? Il dimorfismo sessuale relativamente al piumaggio ed alla corporatura č inesistente,quindi anche qui andiamo incontro a scuole di pensiero diverse per ogni allevatore-cacciatore,elencheroā€™di seguito alcuni stratagemmi che a detta di molti sono validi ai fini del riconoscimento del sesso,inutile dire che sta poi al cacciatore convincersi della veritieritaā€™ di certe affermazioni:

    Secondo alcuni il maschio muove le ali piuā€™ frequentemente della femmina, il maschio ha corporatura maggiore,il maschio ha la tinta gialla del becco piuā€™ accentuata, alcuni credono che il maschio alla vista del rapace emetta una serie di schiamazzi (ciocarel) che la femmina non emette,altri affermano che il maschio ha la testa piuā€™ grossa,altri guardano le tre penne centrali della coda: se sono lunghe uguali č un maschio,se la centrale č piuā€™ corta č una femmina, un metodo in uso nel bresciano č quello di prendere il tordo presiccio e girarlo repentinamente zampe allā€™aria: se č femmina la coda si aprirą* a ventaglio,se č maschio rimarrą* unita.

    Infine alcuni allevatori molto esperti compiono una vera e propria operazione chirurgica per stabilire il sesso.

    Ad ogni buon conto bisogna rifornirsi di presicci in numero abbondante,soprattutto se da questi si vuole scegliere quelli che dovranno essere chiusati,in modo tale che a primavera successiva si possa dal canto distinguere il maschio dalla femmina,le chiacchiere sono tante,ma la veritą* č questa.

    La sistemazione dei richiami allā€™appostamento č cosa fondamentale,si avrą* avuto modo di notare che un soggetto canta a squarciagola attaccato ad un muro a casa per poi restare completamente muto allā€™appostamento, per ovviare a questi inconvenienti č utile nel periodo antecedente allā€™utilizzo dei richiami,esporre gli stessi giornalmente in luoghi frequentati da persone e rumorosi . questo perché si abituino ai rumori,alla presenza di persone ed a cambiare posto. ąˆ comunque buona norma assegnare allā€™appostamento un posto per ogni richiamo (chiusato).

    Dove posizionarli invece č argomento che non puoā€™ essere discusso senza conoscere la conformazione del luogo di caccia,mi spiego meglio: se lā€™appostamento č posto nel bel mezzo di un bosco i richiami devono essere concentrati al centro dello stesso onde evitare che inducano i congeneri a posarsi sulle piante limitrofe,mentre se lā€™appostamento eā€™ posto nel mezzo di un campo potrebbe rivelarsi utile alzare in direzione del passo a distanza di 30 40 metri dalle piante un palo alto tre quattro metri ove posizionare un tordo in estro come ā€œspiaā€, vi č poi un altro grosso problema che spesse volte affligge i richiami(soprattutto merli ma anche tordi) la gelosia: un tordo inizia il canto,simultaneamente il suo miglior collega resta muto, in questo caso evitare di porre i due soggetti vicini (nel limite del possibile) e porli in modo che assolutamente non possano vedersi lā€™un lā€™altro .

    Concludo questa piccola spiegazione sui richiami dicendo che molti tordi cantano,non molti cantano bene,ed ancor meno se ne trovano di creduti,quindi se noterai che i tordi tendono a posarsi quasi sempre in quella zona della pianta,o vicino a quella gabbia,fai una prova: sposta il soggetto cantore da un altro lato ,se i tordi si poseranno sempre in prossimitaā€™ di quella gabbia fissatela bene in testa,non importa se canta bene o male,quello eā€™ un signor richiamo,amalo e trattalo come la piuā€™ bella cosa che hai.

    Le caccie da appostamento ai turdidi sono un argomento sul quale si potrebbe scrivere un libro,di come si crea una batteria,come si cura e si mantiene parleroā€™ in un apposito ā€œcapitoloā€ spendo peroā€™ due parole sintetiche al massimo su come a mio parere si dovrebbe realizzare un appostamento, il famoso capanno: in linea di massima trattasi di un sistema di caccia che si svolge principalmente nel periodo di passo,e di conseguenza da appostamenti fissi curati sia nel rifugio che nellā€™impianto arboreo,oddio nessuno vieta di svolgere questa caccia anche da capanni temporanei ma questo si utilizza soprattutto per insidiare soggetti appastati in luoghi particolari,per la caccia ai turdidi č troppo importante la cura del capanno e dellā€™impianto per poter ottenere buoni risultati validi da capanni temporanei.

    Lā€™appostamento fisso tipico delle nostre zone del nord italia,sorge come detto lungo le rotte di migrazione,il rifugio viene costruito in muratura o in altro materiale stabile a volte č composto da piuā€™ stanze per permettere lā€™alloggiamento dei richiami. Il mantenimento dellā€™appostamento impegna il cacciatore per tutto lā€™anno ,bisogna potare le piante,sistemare i secconi,piantare arbusti ,insomma rendere lā€™impianto piuā€™ idoneo possibile alla sosta dei migratori.

    Il primo problema che ci si deve porre nella costruzione dā€™un appostamento dopo avere individuato la zona ottimale č dove posizionare il capanno:cosa fondamentale lā€™appostamento non deve sorgeresui crinali ma sotto ad essi a mezza costa,lateralmente alle direttrici di passo,i tordi sono portati a posarsi a ridosso dā€™un crinale ma ben raramente su piante poste in cima allo stesso questo percheā€™ gli uccelli si posano sempre con il vento in petto ed un eventuale capanno messo su un crinale nel caso il vento soffi in faccia al migratore in volo e questi vede il vuoto innanzi a se , difficilmente muteraā€™ la sua rotta , dovendola invertire per avvicinarsi alle piante di buttata ricevendo il vento in coda per poi invertirla nuovamente per riprendere il vento in petto e posarsi,questa lunga manovra potrebbe far desistere il migratore ed indurlo a continuare per la sua rotta non curando i richiami.

    Qualche eccezione al principio sopra enunciato puoā€™avvenire per impianti finalizzati alla cattura di sasselli e cesene,uccelli questi che amano molto piuā€™ del tordo le altitudini.

    Io ritengo cominque che un capanno vada sempre appoggiato anche se poco sotto un crinale,vi č poi il problema se edificarlo nel bosco o ai margini del medesimo: molto dipende da come č la zona circostante e da che tipo di richiami si posseggono , vi sono cacciatori che soprattutto per il tordo bottaccio preferiscono realizzare il capanno nel bel mezzo di un bosco,mentre per sasselli e cesene il bosco potraā€™ essere vicino ma lā€™appostamento distaccato di qualche decina di metri,purcheā€™ si sia provveduto a preparare il luogo come dio comanda con un ottimo sottobosco nellā€™impianto stesso,percheā€™ il tordo ama piuā€™ il cespuglio che lā€™albero.

    Fondamentali i richiami dicevo percheā€™ se ad esempio si vuole cacciare i bottacci utilizzando esclusivamente zirli (cioč richiami che non emettono il canto) un capanno posto nel bel mezzo del bosco servirebbe na poco,gli zirli attirerebbero nelle immediate vicinanze diversi tordi ma mancando ā€œla forzaā€ ben pochi si faranno vedere,la situazione miglioreraā€™ sensibilmente usando oltre agli zirli soggetti di canto,pertanto a mio parere lā€™impianto deve essere posto nelle vicinanze del bosco ma non allā€™interno dello stesso questo sia per bottacci che sasselli e cesene.

    Il capannista esperto si accorge immediatamente di avere un tordo posato anche se non lo ha visto arrivare,se ne accorge dai richiami che come si dice in gergo"stringono" cioč passano da tonalitą* di canto alte ad un canto ā€œsottovoceā€ senza staccare,potrebbe essere che il tordo sia a terra o nelle immediate vicinanze ,prestare allora molta attenzione ai presicci,quando insisteranno e ripeteranno allā€™unisono gli ā€œzip-zizipā€ fissate i rami bassi e le ā€œfilaroleā€,il tordo č in arrivo.

    Fondamentale per la realizzazione di un appostamento come si deve,il sottobosco qindi per tutta la lunghezza dellā€™appostamento sotto le piante vi devono essere siepi,ginepri,sambuchi,uva amaranta ecc.ecc. Il tordo di passo come detto ben difficilmente si posa nella parte alta della pianta o sul seccone, (salvo nelle ore della tarda mattinata dove i tordi ritardatari si posano anche nella parte piuā€™alta) ma scieglie sempre i rami bassi o le vicine siepi,oppure le cosidette ā€œfilaroleā€

    (Sottili e lunghi rami di faggio o carpine posti ad uno due metri dal suolo da una pianta allā€™altra) accorgimento questo che oltre ad essere gradito al bottaccio,fa si che il medesimo si posi in modo da essere facilmente scorto soprattutto ni primi minuti dellā€™alba quando da terra balza in pianta.

    Inutile dire che lā€™appostamento in primavera deve essere potato per garantire buona visibilita,bisogna rinnovare i secconi( questi ultimi devono avere dimansioni di rami adeguate agli uccelli che si presume vi si poseranno,devono essere abbastanza racchiusi per permettere di tirare a piuā€™soggetti contemporaneamente,e soprattutto vanno verificati nella soliditaā€™ ed immediatamente sostituiti quando a causa del vento o delle molte fucilate,assumano dimensioni non ā€œoriginaliā€),verificare gli appoggi per i richiami, le piante vanno potate in nodo da presentarsi di fronte e non di taglio.

    Il capanno inoltre va curato nei minimi dettagli,deve essere il piuā€™ minetizzato possibile con il circostante territorio,curare molto la dislocazione e la posizione delle feritoie in rapporto alle piante,(ricordandosi che le stesse con il tempo cresceranno) al sole che oltre ad essere fastidioso per il cacciatore,eā€™ quello che illuminando le feritoie rende visibile il cacciatore al selvatico,il capanno deve avere un tetto che sporga pochi centimetri,in modo da non impedire una corretta visibilitą* ed al tempo stesso di permettere al cacciatore di rimanere incollato alle feritoie anche nella giornate di pioggia.

    Da sottolineare anche lā€™importanza dellā€™arredamento interno,che deve essere ridotto al minimo e nella massima funzionalitaā€™,la fuciliera vicino alla feritoia centrale,posta in modo da potervi appoggiare il fucile leggermente inclinato verso lā€™esterno(non si sa mai) e che lo stesso sia immediatamente raggiungibile senza muovere lā€™occhio dalla feritoia,lā€™asse dove si appoggiano i gomiti ,le cartucce e quantā€™altro, come si puoā€™ desumere,vi sono molti aspetti e problematiche nella realizzazione dellā€™appostamento fisso a turdidi,problematiche che talmente varie e complesse,ci porterebbero a scrivere per ore.

    Veniamo ora al dettaglio delle caccie: il passo in lombardia risulta piuā€™ abbondante nei primi quindici giorni dā€™ottobre,la migrazione avviene di notte,č frequente udirne nel buio lo zirlo.

    Allā€™alba i tordi iniziano a ricercare zone di pastura,,č quindi fondamentale che i richiami cantino in continuazione dallā€™ alba almeno sino alle 10 .

    Il tordo al contrario di sasselli e cesene č soggetto che si muove solitario o in gruppetti formati da poche unitą*,giungono al capanno uno per volta,come gią* detto la maggior parte dei casi vuole che il tordo faccia una breve sosta nelle immediate vicinanze o addirittura a terra prima di raggiungere la buttata,il tordo ed il merlo,fanno a gara a chi giunge prima al capanno(ma spesso giunge prima il merlo),arriva anticipato da un flebile zirlo e si posa sui rami bassi,non bisogna indugiare molto nel tiro anche se non eā€™ uccello sospettoso come il merlo,lā€™esperienza insegna che un soggetto se abbandona indenne lā€™appostamento,difficilmente vi faraā€™ ritorno almeno in un breve lasso di tempo,importantissimo in questi primi istanti del giorno č vedere arrivare il selvatico poiché nel caso contrario cā€™č il serio rischio di perderlo,piuā€™ avanza il giorno e meno si fatica ad individuare i soggetti,ma diminuiscono pure le probabilitaā€™ degli arrivi, logicamente non č cosa assoluta ma nel periodo di passo i tordi si catturano(unitamente ai merli) di primissima mattina. Il tordo posato non č bersaglio difficile,va solo detto che ad un soggeto che gira la schiena al tiratore si deve sparare puntando lā€™estremitą* della coda, se si tira al grosso della figura facilmente lo si padella, va altresiā€™ detto che il soggetto ferito deve essere immediatamente recuperato,vista la tendenza del volatilead allontanarsi di pedina e nascondersi nel folto.

    Per il calibro del fucile molto dipende dal tipo di appostameento e dallā€™altezza delle piante,comunque ben difficilmente si usa un calibro inferiore al 20,nella caccia vagante cal. 12 il piombo consigliato č il 10

    In autunno inoltrato,il tordo preferisce sostare sulla sommitą* delle piante ed in questi casi lā€™azione continua dei presicci zirlatori risulta essere decisiva per la sua cattura,a stagione inoltrata infatti i tordi (forse percheā€™ trattasi di soggetti pasturoni) credono molto meno al canto dei congeneri,va anche detto che risulta molto difficile riuscire ad avere una batteria di tordi che mantenga il massimo dellā€™estro dai primi giorni dā€™ottobre a dicembre, a meno che non se ne posseggano in gran quantitaā€™ e ci si possa permettere un uso differenziato per alcuni soggetti, lā€™argomento richiami č tamatica lunga e complessa che affronteroā€™ in modo piuā€™ dettagliato in altra parte.

    La pioggia non ferma il passo,la nebbia si,questā€™ultima poi č acerrima nemica dei richiami,ricordatevi che lā€™umiditaā€™ elevatissima della nebbia č la prima causa della caduta delle piume nei soggetti chiusati ed ha conseguenze drammatiche dallā€™immediato silenzio del soggetto(che per la stagione in corso diviene inservibile) a nei casi piuā€™ tragici la morte.

    Ricordatevi che durante le mattinate di nebbia dalle pianteā€pioveā€ come durante i temporali,evitare quindi se non si posseggono appoggi ben riparati evitate di esporre richiami chiusati in queste situazioni,va anche detto che la nebbia fermando il passo non rende necessario lā€™uso dei cantori (e non ne giustifica il rischio) bastano infatti un buon numero di presicci zirlatori per far arrivare i pochi soggetti fermi in zona.

    Va inoltre ricordato che il mangime dei soggetti va assolutamente cambiato dopo una giornata di esposizione nella nebbia.

    Spendiamo anche qualche parola per le cacce vaganti,e per vaganti non si intendono caccie da capanno temporaneo ma ricerca di tordi senza ripari e richiami.

    Il nord italia come detto , essendo interessato da grandi rotte migratorie,ma non avndo lā€™abitat ideale per la sosta prolungata dei volatili (cosa che avviene al centro sud) non ha grandi vocazioni per la ricerca dei tordi in forma vagante,il tutto si limita a battere in tarda mattinata o verso sera,i filari di viti,le rive dei fossi o i campi di granoturco nella ricerca di qualche soggetto che vi si trattenga in pastura.

    Per questa caccia č fondamentale essere almeno in due e procedere simultaneamente con lā€™intento di far involare il selvatico.

    Molto spesso in queste caccie si spara lungo,al limite della portata,anche nei voli di spollo o di appollo soprattutto a stagione inoltrata si mantengono alti ,resi edotti dai pericoli scampati,salvo le mattine o le sere di vento contrario alla direzione del volo.

    Quindi in vagante, calibro dodici buone cartucce (33-34 gr) e fucile strozzato non vanno mai male anche se talvolta il tordo ti passa a pochi metri,d'altronde non si puoā€™ ottenere la perfezione in tutto ed al calcolo delle probabilitaā€™ un tordo si mostra vicino molto piuā€™ raramente.

    Tancredi Corrado
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  2. #2
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    Re: TORDO

    ...E con il falco, qualcuno di voi ne ha presi?
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  3. #3
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    Re: TORDO

    Uno lo ha preso al volo la sparviera di Dom mi sembra a gennaio 2010, naturalmente la sparviera era figlia della mia coppia

    Claudio

  4. #4
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    Re: TORDO

    dom ne ha preso uno pure con ax
    Angelo

  5. #5
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    Re: TORDO

    ne ha preso uno la mia gheppia americana alcuni anni fą*, č stata la cattura che mi ha dato piö soddisfazione.........il tordo (un bottaccio) č partito da un olmo siberiano ed č volato verso l'alto e la gheppia č partita da un pioppo molto in alto e dopo una discesa per prendere velocitą* č risalita agganciandolo a circa 50 metri da terra scendendo ad ombrello.
    http://deartevolandy.blogspot.com
    www.falconeriadifaramir.it
    La selezione la fa il caldo...........

  6. #6
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    Re: TORDO

    Bravi Dom e Jery (e anche all'allevatore).
    La cattura di jery AL VOLO con GHEPPIETTA AM. merita un encomio particolare!!! Che spettacolo.

    Dalle mie parti li ho visti neglin uliveti e nelle siepi che si trovano in vicinanza dei canali... Nelle siepi si riesce a farne partire qualcuno, la magior parte va via subito, con un compagno che fa da battitore. Questa strategia l'ho provata e, in qualche caso, siamo andati vicini alla cattura. Ora sto pensando di trovare una collina con dei cespugli radi che sovrasti un campo di ulivi. In questo modo si potrebbero dominare dall'alto i tordi ed avvicinarsi abbastanza. Questa č la teoria dietro la tastiera ora č da provare sul campo

    Consigli, strategie?
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  7. #7
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    Re: TORDO



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    Questa 1Ā° foto e la sparviera di Dom, il racconto e' sul topic "sparvieri.....", credo intorno alla pagina 20. (mi sembra tordo sassello)



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    Questa 2Ā° foto e' il mio Robin da giovane, ma il tordo bottaccio era ferito, non fa testo.

    Vito,
    se da te, come in Puglia etc., ci sono i tordi negli olivi puoi tentare, ma devi essere vicino, Dom l' ha preso dopo che era partito da un olivo.

    Buon Anno Nuovo
    Claudio

  8. #8
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    Re: TORDO

    io proverei con l'accipiter in pianta che mi segue nel fosso e io e un amico ai lati che gli camminiamo a fianco i tordi a mezzo albero avanzano nel fosso finche possono poi partono ai lati o alla fine del fosso stesso, ma il falco li deve catturare nel fosso mentre avanzano nello sporco, da volare senza campano se vogliamo vedere qualche attacco
    ho osservato diverse volte gli spar dove vado a caccia di tordi, quindi sono bene abituati a quelli selvatici quindi restano difficilissimi, se uno ne cattura col falco tanto di cappello
    Angelo

  9. #9
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    Re: TORDO

    Io ci ho provato col moschetto anche come dici tu Angelo, ci e' andato vicino parecchie volte nello sporco del fosso , ma poi quando escono nel pulito seminano il moschetto dopo 10-20 metri .
    Invece la sparviera, anche dal pugno, pure quando escono fuori li fa strillare per tanti metri .

    Claudio

  10. #10
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    Re: TORDO

    Angelo la tua mi sembra una buona strategia. L'unica cosa č che ho delle perplessitą* a farmi seguire dal moschetto mo di harris...non facendo partire l'attacco dal pugno non si rischia di far diventare lo sparviere indipendente?

    Belle foto Claudio
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  11. #11
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    Re: TORDO

    io piö che dal moschetto mi farei seguire dalla femmina nei fossi ci sono ghiandaie qualche gazza e non troppo raramente parte anche qualche becca ...
    menza io non credo che diventi troppo indipendente, purchč si varino i tipi di caccia, deve saper fare tutto compreso il cavallo, specie il primo anno deve fare la testa quindi dobbiamo dargli tante possibilitą , certo č che se fai solo la caccia dall'albero un po indipendente puo diventarlo, ma tu vari, es all'inizio gli farai il pugno ci sono le quaglie, poi se ne vanno queste e arrivano i tordi gli fai un po di pianta alternando con il cavallo e gli uccelletti marroni tra i coltivati dal pugno poi nuovamente un po di pianta ecc, si insegna facilmente a farsi seguire, basta solo organizzarsi con qualche rilascio bene organizzato
    Angelo

  12. #12
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    il mio attaccava regolarmente le lepri a cul leveč purtroppo mai presa una rimesse vicine e poco spazio per far prendere velocitą al falco, perņ mi sa che da sto anno dopo la lesione alla zampa la vedo dura, perņ č un falco forte e spero che grazie anche alla presenza del cane riesca nell'intento

  13. #13
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    di Giovanni Camerini
    ametro di circa 15 cm, costruito con fango, fili dā€™erba, erbe, foglie e rivestito di piume, muschio e piccoli legni marci che il tordo frantuma ed impasta con la saliva tanto da farne sembrare lā€™interno intonacato. Vi depone 4 o 5 uova di color azzurro punteggiato di nero. Le cova per quindici giorni ed i piccoli dopo circa venti lasciano il nido. La seconda covata avviene solitamente a metaā€™ giugno. I piccoli vengono alimentati con ā€œpicchiateā€ in volo dei genitori sul punto dove eā€™ posto il nido ed il cibo č composto da insetti e
    asad

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