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Visualizza Versione Completa : Tutela di falco e falconiere



Zen
07-10-2009, 20:09
chiedo per pura curiositÓ* e visto che leggendo qua e lÓ* capita purtroppo abbastanza spesso, quali sono le leggi che tutelano un falco ufficialmente iscritto al CITES che viene "inavvertitamente" colpito da un cacciatore.
se il falco viene ferito o peggio perisce sotto il colpo, cosa succede? quali leggi tutelano il falconiere, proprietario del povero animale?
grazie per le risposte! *:)

wapity
07-10-2009, 20:34
assolutamente nessuna !!! come se fosse un semplice ausiliario.

ciao Jago

Zen
07-10-2009, 21:30
neanche un rimborso danni o simile???

als
07-10-2009, 22:34
Si puo andare dal maltrattamento di animali all'abbattimento di specie protetta.... ma non c'Ŕ niente di scontato.

tukutela
08-10-2009, 06:03
Io credo che ci sia l'abbattimento di specie protetta come reato penale previsto e disciplinato dalla 157 e relative leggi regionali,..e trattandosi di "mezzo" per l'attivitÓ* venatoria e/o "ausiliare" per la stessa, l'assicurazione prevede un rimborso "forfettario" come per i decessi dei cani a seguito di "fucilata accidentale".....o almeno questa Ŕ la strada che si puo intraprendere identificando colui che abbatte il rapace che deve assumersi la responsabilitÓ* dell'accaduto.

Vincenzo

stefano
08-10-2009, 06:59
altrimenti se vedi esattamente chi Ŕ stato ad abbatterti il falco lo segui fino a casa, gli prendi il fucile e glielo spezzi sul cofano della macchina! danni collaterali
buon volo

menzacapo
08-10-2009, 07:24
altrimenti se vedi esattamente chi Ŕ stato ad abbatterti il falco lo segui fino a casa, gli prendi il fucile e glielo spezzi sul cofano della macchina! danni collaterali
buon volo

:lol: *:lol: niente male come strategia...

Il proprietario di un'armeria mi disse che lui poteva farmi un'assicurazione che copriva i danni arrecati a terzi, a me stesso e anche rimborso in caso di abbattimento del falco. Quest'ultima opzione mi risulto strana ma non dissi nulla promettendomi d'informarmi al riguardo.

08-10-2009, 07:54
La veritÓ* Ŕ che non c'Ŕ nessuna tutela....per quanto tu possa prendere dei soldi a rimborso dell'abbattimento,nessuno puo realmente ripagarti un buon falco da caccia,primo perchŔ il falco non Ŕ un oggetto che si puo rimborsare con i soldi,secondo perchŔ sai quanti soldi dovrebbero darti...hai mai pensato a quante ore bisogna dedicare per fare un buon falco da caccia,a quanti rilasci ecc....
dovrebbero darci delle giornate solo per noi,allora saremmo tutelati!!!1

toscano1
08-10-2009, 09:06
facciamo un po di chiarezza una buona volta x tutte facendo delle distinzioni:

I rapaci selvatici sono specie particolarmente protette, quindi, un loro eventuale abbattimento, cattura ecc porterÓ* a chi ha commesso il fatto a condanne penali oltre che amministrative

I rapaci nati in cattivitÓ* non hanno pi÷, giuridicamente parlando, lo status di particolarmente protetti, per cui, se abbattuti, chi ha commesso il fatto non subirÓ* nessuna condanna penale ma sarÓ* costretto a rifondere il danno.

Detto questo, specialmente se si parla di caccia e cacciatori, chi ha contratto polizza assicurativa (tessera di associazione venatoria o privata) e abbatte un nostro rapace l'assicurazione pagherÓ* il danno arrecatoci, sempre che, ovviamente, si possa risalire all'autore del misfatto.

als
08-10-2009, 11:24
quello che ha detto giovanni non fa una piega ma io credo poco ad un abbattimento fortuito di un rapace in volo da parte di un cacciatore, forse con un piccolo distinguo per un basso volo che puo risultare poco identificabile nell'attimo dello sparo.
Secondo me un buon avvocato puo lavorare su un accusa di atto volontario (e qua non c'Ŕ colpa ma dolo e allora anche l'assicurazione non credo che copra) oppure, in estrema razio, su atto involontario ma allora senza distinguo tra specie protetta e falco di allevamento.


In ogni caso mi auguro di non dovermi mai trovare a questioni del genere per timore delle mie reazioni.

toscano1
08-10-2009, 11:42
als

o fatto volontario o fatto fortuito sempre fatto Ŕ !!

cioŔ, se riesci a risalire all'autore, in questo caso ad un cacciatore col fucile, ovviamente E' ASSICURATO OBBLIGATORIAMENTE per cui sarÓ* la sua assicurazione a pagare (tralasciamo per adesso la "quantificazione" del danno)...se non si riesce a risalire all'autore...ce lo prendiamo in quel posto !!

la distinzione tra falco selvatico e falco di allevamento c'Ŕ !!
te lo dico perchŔ ho assistito in prima persona a tale "controversia" e la legge dice questo!!
sia se il fatto Ŕ per dolo o per volontarietÓ*

als
08-10-2009, 11:57
Giovanni non metto in dubbio che il cacciatore sia assicurato ma ponevo l'attenzione sull'atto doloso e non colposo.... non conosco gli articoli dell'assicurazione venatoria ma le altre mie coperture assicurative (ad esempio quella professionale) copre solo il colposo e mai il dolo. Pertanto l'atto intenzionale spesso non Ŕ coperto da assicurazione.

Comunque l'argomento Ŕ pane per avvocati, la legge non Ŕ giurisprudenza (altrimenti gli avvocato a cosa servirebbero *:D *:D ) e la giurisprudenza non fa sempre legge (ogni caso puo essere diverso da tutti gli altri).

Auguriamoci comunque di non avere mai di questi problemi facendo tutto il possibile per evitare conflitti tra i nostri falchi e i cacciatori.

ale

fra
09-10-2009, 18:49
facciamo un po di chiarezza una buona volta x tutte facendo delle distinzioni:

I rapaci selvatici sono specie particolarmente protette, quindi, un loro eventuale abbattimento, cattura ecc porterÓ* a chi ha commesso il fatto a condanne penali oltre che amministrative

I rapaci nati in cattivitÓ* non hanno pi÷, giuridicamente parlando, lo status di particolarmente protetti, per cui, se abbattuti, chi ha commesso il fatto non subirÓ* nessuna condanna penale ma sarÓ* costretto a rifondere il danno.

Detto questo, specialmente se si parla di caccia e cacciatori, chi ha contratto polizza assicurativa (tessera di associazione venatoria o privata) e abbatte un nostro rapace l'assicurazione pagherÓ* il danno arrecatoci, sempre che, ovviamente, si possa risalire all'autore del misfatto.
Caro givanni credo che questa volta tu abbia torto .Non cre che l'assicurazione copra il dolo.

tukutela
09-10-2009, 19:35
Facciamo un po di chiarezza......il DOLO nella fattispecie della RCT (responsabilitÓ* civile vs terzi) non Ŕ contemplato......tralaltro vÓ* sempre accertato con sentenza penale.......nei casi di responsabilitÓ* civile in materia di caccia, chi si assume la responsabilitÓ* di un fatto(come per esempio di aver sparato ad un falco), dichiara una colpa, e quindi l'accidantalitÓ* dell'accaduto, e la copertura assicurativa diventa operante.......


Vincenzo

fra
10-10-2009, 03:57
Facciamo un po di chiarezza......il DOLO nella fattispecie della RCT (responsabilitÓ* civile vs terzi) non Ŕ contemplato......tralaltro vÓ* sempre accertato con sentenza penale.......nei casi di responsabilitÓ* civile in materia di caccia, chi si assume la responsabilitÓ* di un fatto(come per esempio di aver sparato ad un falco), dichiara una colpa, e quindi l'accidantalitÓ* dell'accaduto, e la copertura assicurativa diventa operante.......


Vincenzo
grazie non metto lingua

toscano1
10-10-2009, 11:55
nei casi di responsabilitÓ* civile in materia di caccia, chi si assume la responsabilitÓ* di un fatto(come per esempio di aver sparato ad un falco), dichiara una colpa, e quindi l'accidantalitÓ* dell'accaduto, e la copertura assicurativa diventa operante.......


Vincenzo

per dolo intendevo proprio questo, ovvero, il dichiarare la colpa come l'accidentalitÓ* del fatto, anche se, come ben sappiamo, se e quando viene sparato ad un falco, c'Ŕ quasi sempre la volontarietÓ*..ma a noi sta bene il fatto accidentale, no?

NIKSLEM
27-06-2010, 12:10
Le due MINIME violazioni a cui vÓ* incontro lo sventurato o scellerato cacciatore (o non che) abbatte un animale, nella fattispecie il falco detenuto per scopi di falconeria sono:

Art. 638 c.p. (uccisione o danneggiamento di animali altrui):
Chiunque senza necessitÓ* uccide o RENDE INSERVIBILI o comunque deteriore animali che appartengono ad altri, Ŕ punito, salvo che il fatto costituisca pi÷ grave reato, a querela della persona offesa, con la reclusione fino ad un anno e con la multa fino a 309 euro.


Art. 30 cooma 1 lettera h legge 197/'92
Abbattere catturare o detenere esemplari di mammiferi o uccelli dei quali non sia consentita la caccia, .....(omissis)
Ammenda fino a euro 1.549,37 (probabilmente oggi superiore); procedibilitÓ* d'Ufficio; Competenza Procura della Repubblica; sanzione accessoria per i recidivi della sospensione della licenza.

Nella prima ipotesi (art. 638 c.p.) trattandosi di delitto e non contravvenzione, in caso di condanna la licenza di porto d'armi puo essere ricusata ex art. 43 T.U.L.P.S.

direi che al momento possa bastare, anche se a parere le ipotesi sanzionatorie potrebbero essere ampliate. Per quanto riguarda il risarcimento praticabile in pi÷ sedi faccio una considerazione:
Quanto sarebbe disposto a risarcire, chi con condanna all'art. 638 c.p. potrebbe vedersi ricusata la licenza di porto d'armi e non in ultimo su stesso aratio dover essere costretto a cedere tutte le armi da lui legalmente detenute? pur di ottenere una remissione di querela da parte della persona offesa.
Antonio

imonedas
27-06-2010, 14:51
Questi articoli sono validi in caso di intenzionalitÓ*. Alora secondo te se uno ferisce in un incidente di caccia una persona viene condannato per tentato omicidio :roll: . Non mi risulta.

NIKSLEM
27-06-2010, 15:43
Grazie dello spunto...che mi concede di approfondire...


per il tuo esempio in caso di assenza del dolo specifico o generico

omicidio colposo nel caso si realizzi l'evento decesso

Sicuramente lesioni gravi o gravissime (colpose) a seconda del danno fisico ...ma non mi dilungo!

Prendiamo i due articoli precedenti. E' chiaro che il tuo discorso si impronta sul dolo, specifico o generico che sia.

Art. 638 c.p. : il testo focalizza la parola "NECESSITA". Lo stato di necessitÓ* dove si rappresenta nell'azione di caccia? la necessitÓ* di abbattere l'animale? No in questo la necessitÓ* Ŕ data dallo stato di necessitÓ*, da un bisogno oggettivo ... quale puo essere la difesa personale, o la propria e altrui incolumitÓ*, possiamo metterci la necessitÓ* di soppravvivenza, in caso l'abbattimento avvenga per cibarsene... e cosý via su questo piano. Ogni altra uccisione di animale che appartenga a qualcuno Ŕ sanzionabile!!!

In caso di cacciatori, poi Ŕ tutto particolare.
Un cacciatore ottiene licenza attraverso la dimostrazione di requisiti fisici e specifici che in linea teorica almeno dovrebbero dare sicurezza sulle capacitÓ* di condurre un azione di caccia.
Il riconoscimento di specie (almeno quelle cacciabili) Ŕ una dote peculiare, materia d'esame
La vista Ŕ requisito fisico imprescindibile!
La capacitÓ* nel maneggio delle armi dote tecnica prevista!
Ora si puo ballare e cantare fin che si vuole, ma davanti a un giudice sono queste le cose che contano!!!
Quando si si dubita su quello che si sta sparando!!! NON SI SPARA;
Quando non si ha la certezza che la fucilata non causi danni!!! NON SI SPARA
Se si Ŕ convinti di sparare ad un fagiano e si prende un falco o un rapace!!! NON SI POSSEGGONO I REQUISITI PER PRATICARE LA CACCIA.

La consapevolezza che in uno stato dubitativo, la mia azione puo causare danni in caso si sia in errore... (classica frase credevo che fosse.... ) e quindi so prevedere l'evento in questo caso....Ŕ giÓ* di per se una forma di dolo.

In ultimo per la 157/'92 porto un esempio :
Immagina di sparare e buttar gi÷ piviere dorato, alla scena assiste un guardiacaccia, che recupera te e il poveretto. Hai voglia a dire che pensavi che fosse un beccaccino!!!

imonedas
27-06-2010, 16:50
Facciamo un altro esempio, piu attinente alla questione. Il mio falco viene abbattuto da un cretino. Il cretino dichiara che ha sparato un fagiano e mentre il mio falco lo stava artigliando e purtroppo lo ha fatto secco. Io non ho niente in contrario visto che ormai Ŕ morto e contermo la versione. Cosa c'entrano gli articoli riportati? Penso che Giovanni si riferiva proprio a questo"per dolo intendevo proprio questo, ovvero, il dichiarare la colpa come l'accidentalitÓ* del fatto, anche se, come ben sappiamo, se e quando viene sparato ad un falco, c'Ŕ quasi sempre la volontarietÓ*..ma a noi sta bene il fatto accidentale, no?".

NIKSLEM
27-06-2010, 17:27
No. mi spiace (anzi son contento) ma non Ŕ cosý, almeno in termini penali. Ma credimi Ŕ veramente vasta la materia!!!

Allora cominciamo col dire, che la causa di forza maggiore esclude il reato.... ma vÓ* comprovata.
E io non vorrei essere in quel cacciatore che si trova in una situazione simile!!!

Il fatto poi che a te vada bene cosý, vuol dire che non sporgerai querela allmeno per l'art. 638 c.p. Il chŔ non instaurerÓ* il procedimento penale. (attenzione tra procedimento e condanna c'Ŕ una bella differenza). In questo caso nessuno nemmeno le FF. dell'ordine possono perseguire in autonomia quell'articolo.

Lo sparo poi Ŕ sempre un atto volontario o se accidentale d'omissione (salvo causa di forza maggiore).

Esiste poi oltre al dolo la colpa. In termini legali la colpa non Ŕ la responsabilitÓ*. E' al contrario del dolo (volontÓ* che quell'evento accada) un comportamento d'imperizia o d'omissione per cui anche se non si voleva che l'evento in se accadesse... per il comportamento omissivo o per imperizia messa in atto dal reo, questo comunque si Ŕ manifestato producendo un danno.

Il comportamento colposo nel caso dei due articoli Ŕ applicabile. Per tanto anche se non volevo ucciderti il falco, per la mia omissione o imperizia Ŕ successo e inquanto questo sono imputabile.

Il principio poi del "dolo eventuale" (quello descritto in precedenza) quello cioŔ che se so benissimo che un dato comportamento puo o no causare danno (benchŔ io non voglia causarlo) ma lo applico ugualmente E' DOLO (ben pi÷ grave della colpa).

Tu spari senza avvederti che dietro o in traiettoria sta sopraggiungendo il vecchietto in bicicletta... pensi che basti dire che in quel momento il disgraziato si sia trovato sulla linea di tiro... pensi posta bastare una situazione simile per evitarti guai...???? sempre che il vecchietto lo voglia visto che gli hai preso solo la ruota! :wink: :wink:

NIKSLEM
27-06-2010, 17:41
Credo poi, che Giovanni si riferisse ad un discorso assicurativo, atto ad ottenere un rimborso.
Del tipo quel che Ŕ basta che sia! (risarcimento).

Io intendo rispondere a chi vuol sapere nel caso cosa fare si abbia volontÓ* di punire penalmente e cercare di ottenere il massimo del risarcimento.... non solo per il valore del FALCO in se.
Ma per tutto il tempo che gli si Ŕ dedicato e per il danno morale causato. Il tutto tradotto in euro.

imonedas
27-06-2010, 20:45
Certo che le due situazioni sono completamente diverse e per quanto mi riguarda nel secondo caso personalmente farei in modo di ottenere piu che il risarcimento la punizione del fuciliere :wink:

sanremo61
27-06-2010, 22:13
Ad un mio, hanno ammazzato il pellegrino, con un colpo di fucile, il mio amico Ŕ stato risarcito di 4000 euro.
lo ******* si Ŕ cagato addosso

NIKSLEM
27-06-2010, 23:09
Un saluto a te imonedas.... e un grazie perchŔ mi permetti la discussione!!

Certo che sono diverse.... Diverse nel bene tutelato; nell'evento e nella norma prevista.
Ma la dinamica Ŕ del tutto simile e la giustificazione identica (almeno in sostanza)

Resta il fatto che sia in un caso che nell'altro sono perseguibili! nel nostro caso con il 638 c.p. (c.p. = Codice Penale).

La perseguibilitÓ* poi non Ŕ da sottovalutare rispetto alla condanna! Certo una condanna ci soddisferebbe a dovere (anche se non ci ripaga dell'amico/a perso).....ma la perseguibilitÓ* Ŕ una forte leva del "Cerchiamo di aggiustare le cose"!!!

Immagina che ad una fine di un percorso giuridico.... il *********... se ne esca dal giudice di pace con una assoluzione piena (??? non lo credo ???) e con la banda del paese che lo aspetta con sindaco e chiavi della cittÓ*! o magari ancor prima in sede di indagini preliminari (??? improbabile???)

Cosa ha patito? niente dirai..... SBAGLIATO. Anni di notifiche e tempo perso dietro l'iter; un precedente se non penale di polizia, che difficilmente riuscirÓ* a togliere... un conto legale (avvocato), che da solo vale 10 falchi!!! e questo nella migliore delle ipotesi. Resta se non altro l'alta probabilitÓ* che il *********, alla vista di un altro falco, al posto di prendere la mira se la dia a gambe levate il pi÷ lontano possibile, perchŔ il suo credito non reggerÓ* una seconda volta.

In un gran parlare di arte nobile, etica e filosofia, Ŕ sconcertante come alla fine non ci si voglia imbarcare in tali azioni legislative (che volendo a noi nulla costano in termini economici).

Come conveniamo il pirla di turno al 98% ha preso la mira e ci ha seccato il falco... l'1% lo ha fatto con un comportamento colposo.... e l'altro 1% Ŕ dovuto alla volontÓ* di Dio!
Chi ha preso la mira, pero continuerÓ* a prendere la mira... e cosa ci si aspetta che ci dica e riferisc a chi di dovere, che lo ha fatto apposta???? Facciamogliela passare la voglia di ripetersi!!!
TOGLIAMO DI MEZZO QUESTA GENTE! Io, e spero mai, sempre pronto a darvi una mano!
Antonio.

Tanax
28-06-2010, 09:45
Scusate se mi intrometto, non ho letto tutte le mail perchŔ ho poco tempo, ma vi dico semplicemente le mie esperienze personali relative all'abbattimento di falchi da falconeria ed ognuno ne tragga cio che vuole.
Ho vissuto 5 episodi personalmentente:
1 - pellegrina che segue alla coda fagiano maschio, due fucilate da un gelso, dietro al quale vediamo un cacciatore che era nascosto. Non colpisce nŔ fagiano, nŔ falco. Il falconiere corre verso il cacciatore e lo malmena abbastanza duramente. Per fortuna il cacciatore non ricorre alle forze dell'ordine, altrimenti per lui non ci sarebbe stata nessuna imputazione (non avendo abbattutto nulla) mentre per il falconiere l'accusa sarebbe stata di aggressione e come minimo avrebbe avuto una sospiensione del porto d'armi e avrebbe dovuto pagare danni morali e fisici al caccaitore.
2 - Uccisone di un falco sacro posato su un albero da parte di due cacciatori (marito e moglie) che erano poi fuggiti a bordo di un auto. Non sono stati mai identificati. Nessun colpevole, nessun rimborso.
3 - Uccisone di falco sacro (il primo sacro nato in Italia nel 1992). Trovato un cacciatore a poche centinaia di metri, fa lo gnorri, anzi si dispiace per la bestia e va via, ma non ci convince. Presa targa e rintracciato dopo denuncia ai carabinieri, confessa. Il falco Ŕ di proprietÓ* e non selvatico, quindi niente furto ai danni dello stato, ma rimborso a privato per danni a proprietÓ*. Niente maltrattamento nŔ altro, semplicemente rimborso. Paga la Federcaccia (alla quale era iscritto ed assicurato il cacciatore) dopo lunga trattativa e avvocato di mezzo. Il contenzioso non era sul motivo del risarcimento ( che la FIdC ha subito riconosciuto), ma sul prezzo. Alla fine viene stabilito un valore di compromesso e la FIdC paga (tanto...).
4 - Uccisione di astore su fagiano da cane di un cacciatore. Scuse del cacciatore e scambio di dati. Anche questo era iscritto alla FIdC. Richiesta danni e tempi lunghi di risposte. Alla fine si fa riferimento al caso del sacro precedente. Il falconiere (vista la causa precedente) sconsiglia a FIdC di andare in causa e FIdC concorda una patteggiamento. Discussione sul prezzo, poi il Falconiere minaccia di acquistare un astore di pari addestramento e valore venatorio all'estero, di farsi rilasciare fattura e di girarla per il rimborso a FIdC. Di fronte a questa eventualitÓ* FIdC si decide a pagare (caro...), dopo sei mesi dalla prima richiesta di rimborso.
5 - Pellegrino maschio preda piccione dentro l'aia di una cascina. All'arrivo il falconiere trova un contadino e a terra davanti a lui, morto, il falco con il piccione sotto. L'anziano contadino dice di aver sparato dalla finestra al falco!!! Non ha neppure il porto d'armi. Animata discussione e minaccia di denuncia ai Carabinieri. Il contadino decide di pagare in contanti. Considerata la situazione, la disperazione e l'etÓ* del contadino, si richiede il prezzo del falco giovane... pagato in contanti.
Ho vissuto questi fatti in prima persona, con falchi miei o di amici con cui stavo volando.
Il mio consiglio Ŕ quello di non agitarsi MAI e di cercare di farsi dare i dati dal cacciatore, spiegandogli che non rischia niente di penale perchŔ il falco non Ŕ selvatico e paga l'assicurazione. In questo modo di solito si riesce ad avere almeno un rimborso, facendo casino si rischia di farsi sfuggire di mano la situazione, non si becca neanche una lira e si va incontro a denunce.
Se il cacciatore non si rende disponibile o scappa, cercate di prendere la targa, cercate dei testimoni, andate dai Caramba del posto, denunciate il dolo e fate convocare in caserma il cacciatore. Funziona.
La calma Ŕ la virt÷ dei forti... :wink: :wink: :wink:
Salutoni.
Amedeo.

toscano1
28-06-2010, 11:34
Amedeo
era quello che ho cercato da tempo, invano, di far capire al grande pubblico !!
i falchi da falconeria NON rientrano nelle speci particolarmente protette in quanto NON selvatici quindi lo "sparatore" rischia poco ecc ecc ecc quindi Ŕ bene che sappia che con poco e con saggezza tutto si puo risolvere accontentando tutti !!

Riguardo al discorso FIdC, non credo che federcaccia si metta di traverso in contenziosi ecc ecc ma Ŕ la compagnia assicurativa cui FIdC si Ŕ appoggiata (come del resto anche le altre compagnie assicurative di altre associazioni veneatorie)

anche io ho avuto modo di assistere a fatti simili (non rapaci miei, per fortuna) e l'assicurazione del cacciatore (in generale) ha poi pagato il danno,..ovviamente con la stessa "trafila burocratica" che cottraddistingue qualsiasi compagnia assicurativa quando deve pagare un danno a terzi..ovvero, cercano e fanno di tutto per non pagare e/o pagare il meno possibile !! ma si sa, in questi casi, chi l'ha pi÷ lungo se lo tira !!! :wink: :D

stefano
28-06-2010, 12:21
informazioni interessanti, xchŔ trovandomi a volare sempre in zone a rischio almeno so che l'importante Ŕ stare calmi, e cercare di arrivare al patteggiamento, pero la vendetta Ŕ mia e alla prima occasione lo sparatore pagherÓ* o se pagherÓ*.
buon volo

Tanax
28-06-2010, 13:40
FIdC non ha fatto nessuna difficoltÓ* all'epoca. Anzi non era neppure stata contattata perchŔ ci si era direttamente rivolti alla compagnia assicuratrice che in quel momento aveva il contratto con FIdC.
Per entrare ancora un po' nei dettagli diro che per fare la valutazione del danno l'assicurazione aveva richiesto la copia del CITES, una dichiarazioone di un veterinario che attestasse la morte del rapace per la causa citata e voleva avere a disposizione (congelato) il cadavere per una eventuale perizia di parte. Oltre naturalmente a tutti i dati relativi al falconiere ed al cacciatore. Nel caso del cane omicida, vollero anche i dati di proprietÓ* del cane (in quel caso pedigree).
Saluti.
Amedeo.


Amedeo
era quello che ho cercato da tempo, invano, di far capire al grande pubblico !!
i falchi da falconeria NON rientrano nelle speci particolarmente protette in quanto NON selvatici quindi lo "sparatore" rischia poco ecc ecc ecc quindi Ŕ bene che sappia che con poco e con saggezza tutto si puo risolvere accontentando tutti !!

Riguardo al discorso FIdC, non credo che federcaccia si metta di traverso in contenziosi ecc ecc ma Ŕ la compagnia assicurativa cui FIdC si Ŕ appoggiata (come del resto anche le altre compagnie assicurative di altre associazioni veneatorie)

anche io ho avuto modo di assistere a fatti simili (non rapaci miei, per fortuna) e l'assicurazione del cacciatore (in generale) ha poi pagato il danno,..ovviamente con la stessa "trafila burocratica" che cottraddistingue qualsiasi compagnia assicurativa quando deve pagare un danno a terzi..ovvero, cercano e fanno di tutto per non pagare e/o pagare il meno possibile !! ma si sa, in questi casi, chi l'ha pi÷ lungo se lo tira !!! :wink: :D

NIKSLEM
28-06-2010, 15:10
Grazie ad Amedeo, per gli esempi di esperienze vissute (realmente), anche se quelle ipotizzate possono essere altrettanto d'aiuto. Quindi chi pi÷ ne ha ne metta!!

Resto sempre a disposizione anche per le modalitÓ operative....a chi (e mi tocco) ne farÓ richiesta.

L'esempio n. 1 di amedeo non fÓ una grinza!!! i reati in questo caso andrebbero dalla percossa alla lesione... e per il falconiere l'ipotesi finale Ŕ probabile, essendo reati contro la persona, per cui il questore puo ricusare il porto d'armi.
L'esempio n. 2 si commenta da sŔ. Anche se pi÷ di prima occorrebbe querelare (ignoti)!
Lesempio n. 3, mi incuriosisce (legalmente) alquanto. Meriterebbe tutto l'approfondimento possibile!
L'esempio n. 4 Ŕ un reale incidente che non puo avere risvolti PENALI, ripeto penali... per il proprietario del cane... a meno che questi non abbia incitato l'animale all'uccisione e o non abbia dovutamente cercato che l'evento non si realizzasse, omettendo un pronto intervento. Se tutto Ŕ avvenuto fuori dalla portata del cacciatore questo non ha responsabilitÓ penale.
Lesempio n. 5 per l'articolo 638 c.p. potrebbe rientrare nello stato di necessitÓ , visto che l'uomo sta tentando di difendere un suo bene, ma il suo agire sfocia nella violazione di altri altri articoli penali.... ed il falconiere commette un infrazione a norma della 157/'92 almeno in teoria (art. 21 sub. e).

Detto cio preciso. l'articolo 638 c.p. prevede l'appartenenza dell'animale ad un proprietario (comprovata). come dice Giovanni non ce ne puo frega de meno... se si tratta di falco selvatico, nel C.I.T.E.S., protetto o non un falco.

La querela Ŕ una forma di denuncia che prevede la volontÓ della parte lesa di agire penalmente. Senza tale volontÓ per il codice penale... non se ne fÓ niente!!!! Neanche il pi÷ abile dei magistrati, o tutte le Forze di Polizia possono perseguire (per questo reato) senza questa "condizione di procedibilitÓ ) Quindi ognuno di noi si determini come gli pare e nel libero arbitrio per questa tipologia di reato puo anche farla finire a tarallucci e vino. Chi di contro, vuole procedere sappia che SI PUO'.

Sul non gli facciano ben poco.... questione bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Senza nulla fare sicuramente vuoto! Io personalmente con una denuncia sulle spalle... spese legali e processuali da pagare, che si impennano ogni giorno che passa, la probabilitÓ di dover sborsare molto pi÷ di quanto sborsi l'assicurazione (ammesso che l'abbia) e di non cacciare per diverso tempo o mai pi÷ con la probabilitÓ di perdere la mie armi.... beh non dormirei tranquillo!!! anzi farei in modo di chiudere la faccenda nel migliore dei modi....

Concludo dicendo, che le querele (almeno in questo caso) si possono ritirare.... in ogni momento fino al processo e che si ha tutto il tempo (3 mesi) per decidere se farla o meno.

Per tutto il resto come diceva quel gran filosofo di Toto...ARRANGIATEVI! :lol: :lol: :lol:
Antonio.

Tanax
28-06-2010, 15:35
Ciao Nikslem,
per quanto riguardo l'esempio 3: siamo andati dai Carabinieri del paese pi÷ vicino, che in 15 minuti dopo la nostra descrizione e targa dell'auto hanno rintracciato il tipo. Lo hanno convocato e dopo una mezz'oretta, appena arrivato in caserma ha subito detto che era stato lui e che non lo aveva ammesso davanti a noi perchŔ temeva lo menassimo.
Davanti ai Carabinieri abbiamo concordato per fare le pratiche assicurative del caso e tutto Ŕ finito lý. Poi l'assicurazione non voleva sborsare la cifra e allora siamo andati in causa con l'assicurazione. Io ho scritto "la FIdC paga etc", ma intendevo l'assicurazione della FIdC...
Invece il pellegrino prese un colombo torraiolo, quindi il codice civile non ci entrava perchŔ il piccione non era di proprietÓ del contadino, ma dello Stato. Per quanto riguarda la 157/92 (art 21) quando il mioamico Ŕ arrivato, dopo lo sparo, sia il falco che il piccione erano abbastanza mal conci (gli ha sparato da 6-7 metri ed ha colpito entrambi...) e non credo che sarebbe stato dimostrabile che il falco avesse ucciso il piccione. In teoria, prima della fucilata, il piccione avrebbe potuto essere ancora vivo ed avremmo potuto liberarlo, venendo meno, quindi, al dolo compiuto dal nostro animale.
Comunque al contadino (che aveva sparato da dentro casa e senza porto d'armi...) non Ŕ neppure venuto in mente di appellarsi al codice civile o alla 157/92... !!! :wink: :wink: :wink:
Saluti.



Grazie ad Amedeo, per gli esempi di esperienze vissute (realmente), anche se quelle ipotizzate possono essere altrettanto d'aiuto. Quindi chi pi÷ ne ha ne metta!!

Resto sempre a disposizione anche per le modalitÓ operative....a chi (e mi tocco) ne farÓ richiesta.

L'esempio n. 1 di amedeo non fÓ una grinza!!! i reati in questo caso andrebbero dalla percossa alla lesione... e per il falconiere l'ipotesi finale Ŕ probabile, essendo reati contro la persona, per cui il questore puo ricusare il porto d'armi.
L'esempio n. 2 si commenta da sŔ. Anche se pi÷ di prima occorrebbe querelare (ignoti)!
Lesempio n. 3, mi incuriosisce (legalmente) alquanto. Meriterebbe tutto l'approfondimento possibile!
L'esempio n. 4 Ŕ un reale incidente che non puo avere risvolti PENALI, ripeto penali... per il proprietario del cane... a meno che questi non abbia incitato l'animale all'uccisione e o non abbia dovutamente cercato che l'evento non si realizzasse, omettendo un pronto intervento. Se tutto Ŕ avvenuto fuori dalla portata del cacciatore questo non ha responsabilitÓ penale.
Lesempio n. 5 per l'articolo 638 c.p. potrebbe rientrare nello stato di necessitÓ , visto che l'uomo sta tentando di difendere un suo bene, ma il suo agire sfocia nella violazione di altri altri articoli penali.... ed il falconiere commette un infrazione a norma della 157/'92 almeno in teoria (art. 21 sub. e).

Detto cio preciso. l'articolo 638 c.p. prevede l'appartenenza dell'animale ad un proprietario (comprovata). come dice Giovanni non ce ne puo frega de meno... se si tratta di falco selvatico, nel C.I.T.E.S., protetto o non un falco.

La querela Ŕ una forma di denuncia che prevede la volontÓ della parte lesa di agire penalmente. Senza tale volontÓ per il codice penale... non se ne fÓ niente!!!! Neanche il pi÷ abile dei magistrati, o tutte le Forze di Polizia possono perseguire (per questo reato) senza questa "condizione di procedibilitÓ ) Quindi ognuno di noi si determini come gli pare e nel libero arbitrio per questa tipologia di reato puo anche farla finire a tarallucci e vino. Chi di contro, vuole procedere sappia che SI PUO'.

Sul non gli facciano ben poco.... questione bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Senza nulla fare sicuramente vuoto! Io personalmente con una denuncia sulle spalle... spese legali e processuali da pagare, che si impennano ogni giorno che passa, la probabilitÓ di dover sborsare molto pi÷ di quanto sborsi l'assicurazione (ammesso che l'abbia) e di non cacciare per diverso tempo o mai pi÷ con la probabilitÓ di perdere la mie armi.... beh non dormirei tranquillo!!! anzi farei in modo di chiudere la faccenda nel migliore dei modi....

Concludo dicendo, che le querele (almeno in questo caso) si possono ritirare.... in ogni momento fino al processo e che si ha tutto il tempo (3 mesi) per decidere se farla o meno.

Per tutto il resto come diceva quel gran filosofo di Toto...ARRANGIATEVI! :lol: :lol: :lol:
Antonio.

NIKSLEM
28-06-2010, 16:05
Perfetto, allora il contadino non aveva nessuna NECESSITA' di sparare al tuo falco...
Men che meno al piccione (patrimonio indisponibile dello stato) gli Ŕ convenuto non appellarsi a niente.
Ha commesso molto di pi÷ dell'art.638.... un bel casino sarebbe stato per lui.
il 638, sarebbe stato applicabile, anche nel caso che il falco fosse rimasto vivo, ma non pi÷ utilizzabile.....
Per la 157/'92 art. 21 sub e. il divieto Ŕ (a differenza del sub i. .... cacciare SPARANDO da veicoli ecc...) per l'azione di caccia (intesa nella sua interezza) nei pressi di aie, corti edifici rurali ecc.... Quindi cacciatore e mezzo non dovevano trovarsi li.... indipendentemente se il falco aveva predato o meno!

In realtÓ* chiedendo l'intervento dei Carabinieri, tu hai innescato quel processo sancito dal codice, che prevede che la P.G. (Polizia Giudiziaria), anche in mancanza di una condizione di procedibilitÓ* (querela), che puo sempre intervenire (nei tre mesi dati dalla legge) deve compiere tutti gli atti necessari ad assicurare le fonti di prova e all'identificazione del reo.
Ecco perchŔ con il numero di targa hanno fatto quell'accertamento (trovare il responsabile). Diversamente se non vi fossero stati reati perseguibili, stai tranquillo non avrebbero assolutamente compiuto quel tipo di accertamento e non avrebbero invitato in Caserma il soggetto.
Che abbia ammesso il fatto davanti ai Carabinieri.... non sarebbe valso a niente... ma questo Ŕ un altro discorso tecnico, che mi riservo di spiegare in caso ce ne sarÓ* bisogno.
In ultimo Ŕ anche compito della Polizia Giudiziaria, cercare, per i reati a querela, di vedere se vi Ŕ margine di riconciliazione. Ecco perchŔ hanno assistito alla vostra riconciliazione, senza intervenire anzi forse agevolandola. Del resto nulla avrebbero potuto fare (ripeto) senza la tua volontÓ* di sporgere denuncia per quel fatto, rimanendo comunque, per nulla inalterata per voi, la possibilitÓ* di farla in seguito entro i tre mesi.
Antonio.

NIKSLEM
29-06-2010, 16:25
Sino ad ora, ho voluto prendere in considerazione articoli che sono perfettamente applicabili algi episodi in questione.

Tralasciando quelli che in teoria possono essere applicati......

Nel cercare comunque di esprimere un punto di vista, del tutto personale, ma riferito ad articoli di legge... che possano essere il pi÷ esaustivi, in questo argomento.....chiedo a Giovanni, (un saluto innanzi tutto) su quali episodi ha potuto determinare e/o ha assistito che hanno sancito la "qualitÓ giuridica" di un falco addestrato per la caccia (e non), quale animale non particolarmente protetto, come al contrario dovrebbe essere, inquanto rapace?

Naturalmente chiedo il parere, anche quello di altri, su questo punto di vista!

NIKSLEM
29-06-2010, 18:21
Ritengo che in determinate circostanze, la tutela (quella prevista dalla 157/'92) inquanto rapaci si possa applicare ad eccezione delle specie:

Harris;
Girfalco;
Ibridi in generale;
Gheppio Americano.

Tanax
30-06-2010, 10:59
Ciao Nikslem,
se ho ben capito chiedi i riferimenti legali secondo i quali uccidendo il falco di un falconiere non si incorre nelle stesse sanzioni di una eventuale uccisione di un falco selvatico protetto dalla legislazione corrente (157/92 etc etc).
Io credo che la definizione di "fauna selvatica" sia molto ben espressa da varie leggi e regolamenti riguardanti le specie animali. La 157/92 dice all'art.2 comma 1:
1. Fanno parte della fauna selvatica oggetto della tutela della presente legge le specie di mammiferi e di uccelli dei quali esistono popolazioni viventi stabilmente o temporaneamente in stato di naturale libertÓ* nel territorio nazionale.
Credo che si debba interpretare pi÷ correttamente cosý:
"1. Fanno parte della fauna selvatica oggetto della tutela della presente legge le specie di mammiferi e di uccelli stabilmente o temporaneamente in stato di naturale libertÓ* nel territorio nazionale, dei quali esistono popolazioni viventi.
La 157/92 ha l'intento di proteggere gli animali nati e vissuti in natura e non quelli riprodotti in cattivitÓ* (pi÷ approfonditamente gestiti dalla 53/93 e dalla CITES). Il termine "temporaneamente" non intende per esempio un falco nato in cattivitÓ* mentre vola libero, ma si riferisce alla fauna migratoria che si trova "temporaneamente" sul nostro territorio nazionale durante il transito.
Altrimenti l'art. 21 lettere "o" e "bb" metterebbe tutto a tacere!
Per cui un falco nato in cattivitÓ* non credo possa essere ritenuto "fauna selvatica" e quindi "proprietÓ* indisponibile dello Stato" (art. 1, comma 1).
Per quanto riguara la 157/92 il riferimento Ŕ alla fauna selvatica libera sul territorio nazionale... per cui credo che per l'elenco dei falchi che citi (Harris', Gyr etc...) non si ponga il problema in quanto rapaci non autoctoni. Il problema Ŕ che qualsiasi animale (autoctono o meno) non sia "fauna selvatica" secondo l'art 2 comma 1 della 157/92 non Ŕ sottomesso alla normativa di protezione in quanto di proprietÓ* di privati e non dello Stato. Per cui se per esempio se fugge un orso bruno nato in uno zoo e lo uccido, pago allo Stato o all'ente competente il valore dell'orso, ma non vado in galera perchŔ quell'orso non era "fauna selvatica" e quindi non rientra nella 157/92.
Chiedevi questo o non ho capito la domanda?
Saluti.
Amedeo.

NIKSLEM
30-06-2010, 21:04
Saluti Amedeo e grazie. Grazie soprattutto di aver citato i commi dell'art. 1 della legge 157.

Citati poi in quel modo, sono esaustivi e mi permettono di non ripetere concetti da te giÓ* egregiamente enunciati.

Il falco da caccia, da falconeria o del falconiere, come dir si voglia Ŕ lgalmente riconosciuto come animale "amansuefatto" (art. 925 codice civile) cioŔ quegli animali (specie) che pur vivendo normalmente allo stato selvatico, sono stati dall'uomo amansuiti.

Questa categoria di animali, Ŕ equiparata agli animali domestici, per tanto non ascrivibile alla fauna selvatica (Hanno perfettamente ragione Giovanni ed atri, che in questi termini si sono espressi).

ma come ripeto ritengo che in linea di principio, possano godere IN DETERMINATI CASI, "dell'ombrello" offerto dalla 157. Per ora, e me ne scuso non ho sufficiente tempo, ma mi riprometto di esprimere il mio punto di vista (passibile di correzione) sull'argomento.
Antonio.

vitaliano
01-07-2010, 00:29
scusate se intervengo
volevo chiedere se un cacciatore abbatte un rapace libero rischia la licenza di caccia?
se si non credete che l'abbatimento di un rapace da falconeria meriterebbe lo stesso trattamento?
forse con l'aggravante che il cacciatore oltre a non riconoscere il volatile non si Ŕ accorto dei geti o del campanello?
il fatto che se non certi non bisognerebbe sparare!
punire questo comportamento piu severamente farebbe diminuire gli incidenti?non solo coi falchi!

NIKSLEM
01-07-2010, 10:10
Abbattere un Rapace (Accipitriforme, falconiforme, Strigiforme) che vive allo stato libero o meglio come giÓ* scritto da Amedeo che fa parte di popolazioni presenti stabilmente o temporaneamente sul territorio dello stato, Ŕ azione che determna la sanzione accessoria della sospensione della licenza di caccia da 1 a 3 anni con esclusione definitiva dalla licenza per recidiva.
Questo anche in caso di sola cattura o detenzione. Questi animali rientrano nell'elenco delle specie a regime di protezione particolare determinato dall'art. 2 della L. 157/'92.
La egge in questo caso determina in via principale, la pena dell'arresto e dell'ammenda da un minimo ad un massimo.

I falchi detenuti ed addestrati per la caccia no. Come detto sono animali amansuiti, parificati agli animali domestici. Per tanto non rientrano in quell'elenco, se pur appartenenti a tali specie.

L'art. 2 della legge sulla caccia, ha previsto diverse categorie di animali. E' buono ricordare che tratta esclusivamente mammiferi ed uccelli, trattandosi di materia venatoria (..e solo mammiferi ed uccelli sono oggetto di caccia) rimandando ad altre e diverse leggi la salvaguardia di altre categorie (rettili, anfibi, pesci...ecc.).
Le categorie previste dall'art. 2 sono la categoria di protezione a regime speciale (a cui fanno parte i rapaci); una categoria potenziata (orsi, stambecchi ecc.) e una cateoria ordinaria che racchiude tutte quelle specie (mammiferi ed uccelli) non oggetto di caccia, a cui puo rientrare il falco da caccia, concorrendo a pieno e non escludendo il 638 c.p. di cui ho giÓ* parlato.

Ora pero Ŕ si vero che la categoria a regime speciale, esclude animali domestici o amansuiti, ma non esclude quegli animali che pur nascendo in stato di cattivitÓ*, riacquistino in un secondo momento la libertÓ*. Pur chŔ come detto questi facciano parte di popolazione stabilmente o temporaneamente presente nello stato.

Non Ŕ certo il falcone che lascia il guanto del falconiere per cacciare, quello che acquista la libertÓ*.
Ma ritengo possa considerarsi tale quello che fuggito (non mi lapidate sulle probabilitÓ*) abbia acquistato in termini di tempo, la capacitÓ* di sopravvivere in piena libertÓ*, rientrando a pieno diritto nel ciclo biologico.

Non Ŕ solo un discorso teorico e sterile dal lato pratico e non deve essere visto solo dalla parte del falconiere, il quale magari non sa che farsene di queste considerazioni, rimanendo opportunamente orientato sulla considerazione dell'animale come amansuito, anche nel caso si sia dato alla fuga da tempo.

La materia deve essere vista da molteplici angolazioni. proviamo ad immaginare il soggetto, che a convenienza, abbia dichiarato che il pellegrino impagliato o ancora da approntare, sequestratogli , in origine era stato da lui abbattuto, con geti campanello ed anello. Chiaro appare il riferire tale condizione, nel tentativo (reale o meno) di vedersi "declassata" la violazione. Basterebbe tale attenuante (costuita o meno) per rappresentare una "via di fuga". Credo proprio di NO!
Oppure, il cacciatore, che abbatte il falco, addestrato si per la caccia, ma che originariamente era stato prelevato illegalmente dal falconiere. Credo che in questo caso sia applicabile il principio penale "che rubare la coso rubata, sia sempre furto).
Antonio.

Tanax
01-07-2010, 10:21
Ciao Vitaliano,
per quanto riguarda le sanzioni relative all'abbattimento di fauna selvatica protetta, sono chiaramente descritte nella legge 157/92 art 30 e art 32.
Per quanto riguarda invece i falchi da falconeria invece vale soltanto il risarcimento del volatile, senza neppure una sanzione amministrativa per il cacciatore. Esattamente come quando si uccide la gallina del contadino... :cry: :cry: :cry:
Purtroppo la volontarietÓ* dell'atto doloso va dimostrata per cui qualunque cacciatore direbbe di essersi sbagliato e questo non comporta nessuna aggravante.
Anche nel caso in cui il cacciatore (pazzo) ammettesse di aver sparato intenzionalmente, la faccenda si farebbe lunga dovendo di fatto intentare una causa per maltrattamento animale, danno morale del proprietario etc etc
CioŔ se va bene becchi la lira dopo anni... e a lui (quasi sicuramente incensurato, poichŔ detiene il porto d'armi) fanno praticamente niente.
Morale: meglio evitare zone popolate da schioppi, oppure poi non stupiamoci della presa per i fondelli.
Salutoni.
Amedeo.


scusate se intervengo
volevo chiedere se un cacciatore abbatte un rapace libero rischia la licenza di caccia?
se si non credete che l'abbatimento di un rapace da falconeria meriterebbe lo stesso trattamento?
forse con l'aggravante che il cacciatore oltre a non riconoscere il volatile non si Ŕ accorto dei geti o del campanello?
il fatto che se non certi non bisognerebbe sparare!
punire questo comportamento piu severamente farebbe diminuire gli incidenti?non solo coi falchi!

NIKSLEM
01-07-2010, 10:52
Bene io qui sin ora... ho sostenuto il contrario!

Il non applicare una legge non vuol dire che non sia applicabile. Chi crede che uccidere un falco da falconeria sia .... esente persin anco da una sanzione amministrativa.... Lo consiglio vivamente di restare alla larga dalle mie parti onde dover amaramente e a sue spese ricredersi.

Sostengo ed ho sestenuto, che le sanzioni e le imputazioni sono gravemente adeguate. Certo non ci dobbiao aspettare che venga condannato alla pena di Prometeo (ai falconieri cara).
Ma ripeto, le strade che non si vogliono percorrere non Ŕ che non esistano. Se ci aspettiamo che tutto vada da se.... o che qualcuno intervenga autonomamente a nostro favore... stiamo freschi.

Ripeto il costo per la parte lesa... equivale a zero!!! Il tempo gioca a sfavore del denunciato; e la probabilitÓ* di ottenere un equo risarcimento..... notevole.

Resta poi del tutto personale il convincimento che i farabutti... devono essere messi fuori gioco.

NIKSLEM
01-07-2010, 12:49
Solo per notizia....per chi on lo sapesse..... gli animali amansiti (quindi anche i falchi)
Sono di proprietÓ*, di chi li ha ritrovati se entro 20 giorni, dalla notizia del ritrovamento, il legittimo proprietario, non ne ha reclamato il possesso.

toscano1
01-07-2010, 17:26
Solo per notizia....per chi on lo sapesse..... gli animali amansiti (quindi anche i falchi)
Sono di proprietÓ*, di chi li ha ritrovati se entro 20 giorni, dalla notizia del ritrovamento, il legittimo proprietario, non ne ha reclamato il possesso.

questa citazione, almeno per quel che mi rimugina in testa, non la condivido, ovvero, se viene ritrovato un falco/rapace, esso ha l'anello matricolare, quindi come se avesse la targa (auto) per cui, secondo me, chi lo ritrova non puo divenire il legittimo proprietario visto che si puo risalire al suo vero proprietario e visto che, il nuovo, sarÓ* sprovvisto del CITES ovvero della carta d'identitÓ*!!

Ŕ come ritrovare un'auto ed impossessarsene dopo 20 gg !! mah

davidepioltelli
01-07-2010, 17:36
Solo per notizia....per chi on lo sapesse..... gli animali amansiti (quindi anche i falchi)
Sono di proprietÓ*, di chi li ha ritrovati se entro 20 giorni, dalla notizia del ritrovamento, il legittimo proprietario, non ne ha reclamato il possesso.

Non ne sono convinto 8O 8O

NIKSLEM
01-07-2010, 19:49
Lo so... sembra inverosimile... ma Ŕ cosý

Codice civile art. 925 e ss.

In questo caso, si parla di animali amansuiti (e non domestici).

Quindi due le condizioni. Uno animale amansuito (giÓ* data la definizione per il codice civile) secondo che sia rispettato:

1. il dovere di identificare il proprietario;

2. che lo si avverta del ritrovamento da parte di......

rispettate queste due condizioni, targa o non targa.... per questi animali... trascorso il periodo di venti giorni dall'avviso, comprovato (raccomandata a/r controfirmata dal proprietario, avviso da parte dell'autoritÓ*... ecc) al proprietario legalmente riconosciuto, se questo non ne reclama la proprietÓ* e l'intenzione di tornarne in possesso.... il falco (o animale amansuito) Ŕ di chi lo ha rinvenuto.

Antonio.

hawk73
01-07-2010, 21:20
Ma se si volesse volare il falco trovato (e non reclamato) come Ŕ possibile senza CITES ?
Se ti fanno un controllo che gli dici ? :o

NIKSLEM
01-07-2010, 22:18
Cribio!!! a domanda intelligente... dovrei rispondere intelligentemente! perdonami in caso contrario.

Come ho detto bisogna rintracciare o attivarsi per fare rintracciare il proprietario.
Quindi avvisare l'Ufficio CITES della propria Regione. Sia sul nostro rinvenimento sia sui dati pi÷ completi possibile sull'animale, che possano agevolare l'identificazione del proprietario.

Se questo a suo tempo ha fatto una denucia di detenzione all'Ufficio CITES territorialmente competente... non ci dovrebbero essere problemi.
Se non l'ha fatta... ma ha provveduto in occasione dello smarrimento... penso idem come sopra.

Ora l'Ufficio in questione... dovrebbe avere oltre ai dati del proprietario, anche una copia del documento, o gli estremi di questo.
Una volta avviato l'iter, nel caso si arrivi legalmente a poter rivendicare la nuova proprietÓ come disposto dall'art 925 del C.c. si farÓ riferimento sempre all'Uffico suddetto affinchŔ, a tale fine e in riferimento a quest'articolo, rilasci copia del certificato in questione con trascrizione della nuova proprietÓ o documentazione equipollente.
Sono andato in linea teorica, senza cognizione di situazioni pregresse ma adottando la logica.
Se qualcuno ha riferimenti ostativi a tale iter prego segnalarli... cosý faccio un taglia e incolla su castronerie :wink:
Comunque mi riprometto a presto di chiedere delucidazioni nei dovuti ambienti.
Antonio.
Dimenticavo... si potrebbe fare istanza al giudice civile, chiedendo il riconoscimento della nuova proprietÓ ai sensi del disposto 925... naturalmente corredando tutte le fonti di prova che ne hanno determinato la legale applicazione. Una volta emesso l'accoglimento favorevole dell'istanza... equivale ad un verdetto dato che un giudice nell'applicazione della normativa ne ha sancito le legittimitÓ ... Inviate anche questo all'Uffico CITES.