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Dal
1700 al 1930 i falconieri furono praticamente i soli a
difendere i falconi dalle distruzioni a tappeto e a
sostenere la loro bellezza e la loro utilià nella trama
della natura. Nel complesso si può dire apertamente che i
falconieri sono stati e continuano ad essere fra i più
attivi protezionisti delle specie selvatiche di falchi.
Quando
si scoperse il ruolo del DDT nella distruzione dei falchi
pellegrini e di alcuni altri uccelli da preda, se ne parlò
con un interesse e una preoccupazione che non erano mai
stati suscitati dalle antiche statistiche sulle distruzioni
dei secoli passati.Ora nella maggior parte dei paesi i
falchi sono considerati specie protette e ne sono proibite
l'uccisione e la cattura.
Il
trattato internazionale sul commercio delle specie di fauna
e flora in pericolo di estinzione ha incluso il falco
pellegrino, il falcone di Barberia, il gheppio delle
Mauritius, il gheppio delle Seychelles e la razza di Aldabra
del newtoni nell'appendice 1, quella che riguarda le specie
sottoposte a protezione più rigida; tutte le altrespeci del
genere Falco sono incluse nell'appendice 2, il successivo
grado di restrizione.
Contemporaneamente
nacquero centri di recupero rapaci, società di appassionati
di falchi e organizzazioni per la riproduzione in cattività
in tutte le parti del mondo. In nessun momento della storia
i falconi e i loro parenti pennuti sono stati tanto amati
dal pubblico e così ben studiati come lo sono oggi.
Anche
la falconeria non è mai stata popolare come oggi.Tom Cade
asserisce che ci sono più falconieri ora che in qualsiasi
momento del passato e viene praticata ormai in ogni parte
del mondo.
Alcuni
si oppongono alla falconeria sostenendo che è inumano e
crudele tenere una creatura selvatica in cattività; ma io
credo che siano molto più numerosi quelli che ammettono che
fintanto che siano ben accuditi gli animali possono essere
tenuti in cattività per ragioni scientifiche, di
educazione, negli allevamenti per la riproduzione.
La
falconeria inoltre ha molti meriti particolari. Essa è
generalmente considerata come la forma di caccia più
completa e più difficile mai concepita, e richiede da parte
del falconiere un alto grado di attenzione, sensibilità e
devozione. Spinge il cacciatore ad un profondo attaccamento
alla natura, a studi pratici di storia naturale e spesso a
vere e proprie ricerche di carattere scientifico sugli
uccelli da preda.
La
falconeria è un tipo di caccia completamente sicura. Nessun
falconiere ha mai ucciso un’altra persona o ha fatto danni
con i suoi falchi. Oggi si potrebbe cacciare con un falco in
luoghi dove è pericoloso o addirittura illegale farlo con
il fucile, e quando la sovrappopolazione avrà finito per
rendere la caccia col fucile un’attività impraticabile e
socialmente inaccettabile, sarà ancora possibile andare a
caccia con i falchi addestrati.
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