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Le
origini della falconeria si perdono nella preistoria, ma è
verosimile che le tecniche per addestrare uccelli da caccia
siano state "inventate" indipendentemente in due o
più luoghi diversi, probabilmente nell'Estremo Oriente (in
Cina o in Mongolia) e nel Medio Oriente.
Diversi
storici hanno suggerito l'ipotesi che i falchi venissero
addestrati in Cina fin dal 2000 a.C. circa, ma la
testimonianza più antica che possa essere considerata certa
è un bassorilievo che illustra un falconiere col suo falco
trovato nelle rovine di Khorsabad e che risale al regno del
re assiro Sargon, vissuto intorno al 750 a.C.
Forse
i primi ad addestrare falchi da caccia sono stati i
cavalieri mongoli, ma è possibile che le tribù arabe
abbiano tradizioni di falconeria altrettanto antiche.
In
Europa fu introdotta probabilmente dalle popolazioni che la
invasero nell'alto Medioevo da est, forse dagli Sciti o dai
Sarmati che cavalcarono in Europa dalle steppe della Russia,
e certamente veniva praticata dagli Unni di Attila.In
seguito la falconeria raggiunse il culmine come istituzione
della società feudale medievale sia nell'Europa cristiana
sia nell'Islam, per tutto il periodo che va dal VI al XVII
secolo.Durante questo periodo i falconi, o falchi nobili
come allora venivano chiamati, furono tra i beni più
preziosi degli aristocratici, e rigide leggi e norme
complesse ne regolavano il possesso. Severe punizioni
venivano inflitte a coloro che disturbavano o comunque
danneggiavano i falchi selvatici, prelevavano giovani dai
nidi senza la debita autorizzazione o rubavano falchi
altrui. Viene da pensare che ci sarebbero pochi bracconieri
di falchi al mondo se, come allora, si mozzassero le mani o
si cavassero gli occhi per colpe di questo genere.
Ogni
gradino della scala sociale aveva un falcone o un altro
falco come simbolo del proprio rango: l'aquila reale era
riservata all'imperatore; il girifalco al re; il falcone
gentile ossia una particolare femmina di pellegrino al
principe; il tipico pellegrino al conte; il bastardo o
pellegrino
terzuolo(maschio) al barone; il falco sacro al cavaliere; il
lanario al nobile di campagna; lo smeriglio alla dama; il
lodolaio ai paggi; mentre i falchi "ignobili"
erano destinati alle classi sociali inferiori; così
l'astore femmina ai piccoli proprietari terrieri, l'astore
maschio ai poveri, la femmina di sparviero ai preti e il
maschio di sparviero, il cosìdetto moschetto, ai chierici
di rango inferiore.In quegli anni ogni maniero aveva la sua
falconiera e la carica di falconiere dava grande prestigio.
I vassalli si presentavano sempre alle funzioni di corte coi
falchi sul pugno, ma soprattutto la falconeria era parte
integrante della vita dei guerrieri. I falchi figuravano
spesso come offerte di pace e oggetti di scambio nei
trattati tra cristiani e saraceni nel periodo delle
crociate. Per mille e più anni i falconi godettero di una
popolarità e di un grado di protezione da ogni molestia da
parte dell'uomo, raramente accordati ad altri animali nel
corso della storia umana.
L'uso
del fucile per la caccia e la gestione intensiva delle
riserve, oltre a sconvolgimenti sociali come la rivoluzione
industriale in Inghilterra e la rivoluzione francese sul
continente, portarono a partire dal diciassettesimo secolo a
cambiamenti che nell'arco di un centinaio di anni condussero
al declino della falconeria.
All'inizio
del ventesimo secolo l'atteggiamento dell'uomo verso i
falconi appare ormai comletamente ribaltato, e per lungo
tempo il nobile pellegrino e tutti i suoi parenti - lo
smeriglio, il lodolaio e perfino il gheppio oltre che gli
astori, aquile-vennero considerati animali nocivi dai
guardiacaccia e dai loro padroni e dai cacciatori di anatre
e di selvaggina pregiata.I falchi venivano abbattuti senza
pietà, avvelenati, catturati con le trappole, le loro uova
e i loro piccoli distrutti nei nidi.Quando venivano
catturati nelle reti dagli uccellai venivano accecati,
spiumati vivi o crocefissi. Nella parte estrema della
Calabria ogni anno falchi pecchiaioli, poiane, capovaccai,
sparvieri, astori e altri venivano impallinati dai
cacciatori per puro diletto.
Come
se queste carneficine non fossero state sufficienti,
all'inizio del diciannovesimo secolo si diffuse tra i
naturalisti una nuova moda: collezionare uova di uccelli; e
naturalmente le uova dei falconi erano particolarmente
ricercate, a causa della loro grande bellezza, della
relativa rarità e della difficoltà nel procurarsele.
Durante
questo periodo un pugno di falconieri continuò a praticare
il proprio sport in Europa. E' vero che questi falconieri
catturavano un certo numero di falchi adulti e immaturi di
passo e prelevavano giovani dai nidi - o pagavano i
guardiacaccia per farsi cosegnare i giovani che essi
altrimenti avrebbero ucciso; ma gli effetti delle loro
azioni sulle popolazioni selvatiche possono essere
considerate irrilevanti in confronto alle distruzioni
effettuate dai guardiacaccia, contadini, cacciatori e di
allevatori di piccioni viaggiatori.
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