I
rapaci diurni sono in generale di medie o grandi dimensioni, pur
mostrando una notevole variabilità.Tra le non molte specie europee
vi sono infatti giganti alati , come l’Avvoltoio monaco, che pesa
oltre 10 Kg e ha quasi 3 mt di apertura alare, ed agili falchetti,
come lo Smeriglio, di poco più di un etto e neppure sessanta
centimetri d’apertura alare.
Le
femmine sono sovente più grandi dei maschi.
Questa
caratteristica è molto accentuata nei rapaci con spiccate
attitudini predatorie e che si nutrono principalmente di uccelli
(Astori, Sparvieri, Falconi), diminuisce in quelli che catturano in
prevalenza roditori, rettili e insetti (Poiane, Biancone, Gheppio),
è poco evidente, o addirittura invertita, come nel Grifone, ove il
maschio è più grande della femmina, nelle specie con tendenze
spazzine o necrofaghe.
Esiste
quindi una relazione tra dimorfismo sessuale ed abitudini predatorie.Varie
ipotesi si sono fatte ma non completamente dimostrabili : freno
all’aggressività del maschio durante gli accoppiamenti, maggiore
possibilità di difendere la prole da parte della femmina, migliore
utilizzazione delle prede disponibili.

La
testa dei rapaci è compatta e aerodinamica. Il becco, appiattito
alla base, è caratterizzato dalla mandibola superiore fortemente
ricurva e appuntita. Essa, nei Falconidi, è provvista di una
protuberanza, chiamata "dente", che serve a spezzare le
vertebre cervicali delle prede. Tuttavia, come norma generale
vengono utilizzati gli artigli. Il becco serve soprattutto per
spezzettare, pulire e mangiare gli animali presi. Alla base della
mandibola superiore vi è la cera di colore giallastro o grigiastro,
in cui si aprono le narici. La struttura delle zampe varia
notevolmente in relazione alle abitudini delle singole specie: il
Biancone, che cattura anche serpenti velenosi, le ha protette da
squame molto spesse ; il Falco pescatore le ha provviste di speciali
rugosità sotto i polpastrelli per facilitare la presa sui pesci;
gli Sparvieri ed i Falconi hanno dita molto lunghe, adatte alla
cattura di uccelli in volo; infine gli Avvoltoi, sono provvisti di
artigli poco affilati e corti. Le dita sono notevolmente mobili e
grazie alla particolare struttura di tendini, si richiudono
meccanicamente sia nell’afferrare la preda che sul posatoio. Esse
sono armate di artigli, molto sviluppati soprattutto nelle specie
che catturano animali vivi. I tarsi sono generalmente nudi,
rivestiti da squame gialle o grigiastre, ma in certe specie, come le
Aquile, sono "calzati", cioè ricoperti da penne. Le
gambe, eccettuato il Falco pescatore, sono provviste di particolari
penne allungate, che formano i "calzoni".
Gli
occhi dei rapaci sono assai sviluppati rispetto alle dimensioni del
corpo: quelli dell’Aquila reale sono più grandi di quelli
dell’uomo. Le strutture ossee attorno agli occhi forniscono un
saldo attacco ai muscoli che regolano l’apertura della pupilla, la
curvatura delle lenti e i piccoli movimenti oculari e tutti
contribuiscono a localizzare velocemente, a mettere a fuoco con
precisione e ad adattarsi bene alle diverse intensità luminose.
L’iride può essere scura e brillante come nei Falconi, o più in
generale, vivacemente colorata, variando dal marrone al giallo ambra
od al rosso aranciato. Nel complesso, mostrano un’espressione
selvaggia e fiera. Tutti questi caratteri denotano anche una grande
acutezza visiva. Gli uccelli da preda sono infatti capaci di
distinguere una forma in movimento a grandissima distanza ed il
potere di risoluzione dei loro occhi è probabilmente superiore a
quello di tutti gli altri vertebrati. E’ molto probabile che
possano anche apprezzare i colori. L’insieme di queste proprietà
deriva dalla particolare struttura del cristallino e dal gran numero
di cellule sensoriali (coni e bastoncelli) di cui è provvista la
retina. In esse vi sono inoltre due fovoee, una rivolta di lato ed
una in avanti, dando un campo visivo di 250°, di cui 50° a visione
binoculare fondamentale per calcolare le distanze della preda. Gli
occhi sono protetti e puliti sia dalle normali palpebre che da una
terza palpebra trasparente a scorrimento orizzontale , chiamata
membrana nittante. Essa durante il volo è calata sugli occhi
impedendone una eccessiva disidratazione ed è anche abbassata
durante le lotte. Il forte sviluppo delle arcate sopracciliari, che
accentua l’espressione feroce di alcuni Accipitridi ha funzioni
protettive.
L’orecchio
dei rapaci è visibile solo negli Avvoltoi con testa e collo nudi,
essendo soltanto un piccolo foro tra le piume del capo. Tuttavia
l’udito è ben sviluppato, soprattutto nelle specie che cacciano
"d’ascolto" nel fitto della boscaglia come lo Sparviero
e l’Astore. Un Astore ben addestrato trova il suo maestro nascosto
tramite il suono del suo fischietto.