Caselle, contro i birdstrikes vola anche un'aquila reale
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Una falconeria con 13 rapaci garantisce sicurezza agli aeromobili - A Torino il numero di impatti è inferiore di cinque volte rispetto alla media nazionale - Il prezioso lavoro di Giovanni Paone - Il pericolo dei migratori: l'altro ieri un allarme gru.
Birdstrike è quando un aereo collide con un uccello. Il problema di solito è tutt'altro che grave, ma può diventarlo se i pennuti sono di grosse dimensioni e se finiscono all'interno dei motori. Come è successo giovedì a New York, quando un Airbus 320 ha incocciato uno stormo di oche ed è finito nell'Hudson. A livello nazionale l'incidenza di birdstrike è di 5 impatti ogni 10.000 movimenti (decolli + atterraggi), mentre a Torino scende a 1 impatto sempre ogni 10.000. In altre parole la pista di Torino Caselle è cinque volte più sicura della media delle piste italiane. E, se è così, lo deve in gran parte ai 13 rapaci che vivono nella “falconeria” posta proprio al centro dello scalo. E soprattutto alla coppia più temuta: l'aquila reale di nome Ares e il gufo reale di nome Anacleto. Quella dell'aquila reale è una importante novità, molto rara e straordinariamente efficace: Ares, olandese di nascita, che ha tre anni ed ha appena terminato l'addestramento, sale infatti a quote tali da incutere paura a tutti gli altri pennuti nel raggio di 50 chilometri.
Giovanni Paone (nelle foto) è il falconiere. Con i tredici rapaci ha un rapporto molto particolare: «Il mio gruppetto è attivo otto ore al giorno, inoltre siamo sempre reperibili. Ogni rapace effettua alcuni voli al giorno, per mantenersi in esercizio. Le missioni possono durare da pochi minuti a circa mezz'ora. Effettuiamo di solito voli preventivi, ma non sono rari gli interventi in emergenza, quando la torre di controllo oppure i piloti in arrivo segnalano stormi di uccelli in avvicinamento allo scalo. In questo caso i rapaci si comportano esattamente come caccia intercettori: si alzano in volo a puntano verso gli uccelli in arrivo, provocandone immediatamente la fuga».
La puntualità con la quale vengono effettuati, ogni giorno, molti voli, ha finito con lo scoraggiare gli uccelli stanziali, che se ne stanno tutti molto lontani. Può invece capitare che vi siano allarmi per i migratori, che non possono avere paura dei rapaci perchè non ne conoscono preventivamente la presenza: «In questo caso il lancio dei rapaci è repentino, i risultati molto rapidi. L'ultima emergenza l'altro giorno, per uno stormo di gru, curiosamente in volo da ovest ad est. Abbiamo mandato Ares a fare piazza pulita».
I rapaci sono anche utili a liberare le piste dalle lepri e dai conigli selvatici che, ogni tanto, riescono a superare le reti. Hanno comunque vita breve accanto ai jet, subito preda dei guardiani. Ognuno di questi rapaci vale un piccolo patrimonio: dai 10.000 euro in su. Ares, giovane aquila reale, non ha praticamente prezzo.
Sagat, accanto al falconiere ed ai suoi birds, impiega anche strumenti tecnicamente più sofisticati. «Disponiamo anche di una vettura - spiegano in Sagat - dotata di un computer e particolari casse acustiche sul tetto. E' a disposizione della Birds Control Unit, attivabile dalla torre di controllo in qualsiasi momento. In questo modo possiamo diffondere, a volume molto alto, il verso di molte specie di uccelli, ognuna con i toni di allarme. Anche questo sistema ha buoni riscontri, ma il miglior risultato è quello che viene dall'azione combinata dei vecchi rapaci e dalle nuove tecnologie».
ANGELO CONTI (La Stampa)
Postato 2009-01-17, 21:25:04 da admin
Birdstrike è quando un aereo collide con un uccello. Il problema di solito è tutt'altro che grave, ma può diventarlo se i pennuti sono di grosse dimensioni e se finiscono all'interno dei motori. Come è successo giovedì a New York, quando un Airbus 320 ha incocciato uno stormo di oche ed è finito nell'Hudson. A livello nazionale l'incidenza di birdstrike è di 5 impatti ogni 10.000 movimenti (decolli + atterraggi), mentre a Torino scende a 1 impatto sempre ogni 10.000. In altre parole la pista di Torino Caselle è cinque volte più sicura della media delle piste italiane. E, se è così, lo deve in gran parte ai 13 rapaci che vivono nella “falconeria” posta proprio al centro dello scalo. E soprattutto alla coppia più temuta: l'aquila reale di nome Ares e il gufo reale di nome Anacleto. Quella dell'aquila reale è una importante novità, molto rara e straordinariamente efficace: Ares, olandese di nascita, che ha tre anni ed ha appena terminato l'addestramento, sale infatti a quote tali da incutere paura a tutti gli altri pennuti nel raggio di 50 chilometri.
Giovanni Paone (nelle foto) è il falconiere. Con i tredici rapaci ha un rapporto molto particolare: «Il mio gruppetto è attivo otto ore al giorno, inoltre siamo sempre reperibili. Ogni rapace effettua alcuni voli al giorno, per mantenersi in esercizio. Le missioni possono durare da pochi minuti a circa mezz'ora. Effettuiamo di solito voli preventivi, ma non sono rari gli interventi in emergenza, quando la torre di controllo oppure i piloti in arrivo segnalano stormi di uccelli in avvicinamento allo scalo. In questo caso i rapaci si comportano esattamente come caccia intercettori: si alzano in volo a puntano verso gli uccelli in arrivo, provocandone immediatamente la fuga».La puntualità con la quale vengono effettuati, ogni giorno, molti voli, ha finito con lo scoraggiare gli uccelli stanziali, che se ne stanno tutti molto lontani. Può invece capitare che vi siano allarmi per i migratori, che non possono avere paura dei rapaci perchè non ne conoscono preventivamente la presenza: «In questo caso il lancio dei rapaci è repentino, i risultati molto rapidi. L'ultima emergenza l'altro giorno, per uno stormo di gru, curiosamente in volo da ovest ad est. Abbiamo mandato Ares a fare piazza pulita».
I rapaci sono anche utili a liberare le piste dalle lepri e dai conigli selvatici che, ogni tanto, riescono a superare le reti. Hanno comunque vita breve accanto ai jet, subito preda dei guardiani. Ognuno di questi rapaci vale un piccolo patrimonio: dai 10.000 euro in su. Ares, giovane aquila reale, non ha praticamente prezzo.
Sagat, accanto al falconiere ed ai suoi birds, impiega anche strumenti tecnicamente più sofisticati. «Disponiamo anche di una vettura - spiegano in Sagat - dotata di un computer e particolari casse acustiche sul tetto. E' a disposizione della Birds Control Unit, attivabile dalla torre di controllo in qualsiasi momento. In questo modo possiamo diffondere, a volume molto alto, il verso di molte specie di uccelli, ognuna con i toni di allarme. Anche questo sistema ha buoni riscontri, ma il miglior risultato è quello che viene dall'azione combinata dei vecchi rapaci e dalle nuove tecnologie».
ANGELO CONTI (La Stampa)
Postato 2009-01-17, 21:25:04 da admin
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 26 Maggio 2010 17:28)





















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