La
Riproduzione in Cattività del Falco Pellegrino
BREEDING (Allevamento)
Se è avvenuta
la formazione della coppia ("pair bond"), ci si può
usualmente aspettare la deposizione di uova entro due
settimane dopo la prima copulazione. La femmina infatti
entrerà in una condizione che è detta " letargia della
deposizione ( "egg lethargy").
Essa
trascorre moltissimo tempo nel nido in posizione
appollaiata e appare stressata. I suoi occhi sono
semichiusi, sembra muoversi e defecare con difficoltà.
La sua cloaca e tutto il suo basso addome sono rigonfi.
Durante l'escrezione essa assume una postura
accovacciata e con le gambe spalancate. Gli escrementi
sono voluminosi e i bordi della sua cloaca sono
allargati cospicuamente e rosei. Questa condizione
letargica persiste durante tutta la deposizione delle
uova in gradi varianti. Le uova generalmente sono
deposte a intervalli di 48 ore, ma intervalli fino a 72
ore non sono inusuali (a seguito dell’ improvviso
abbassamento della temperatura ambiente).
Un modo per
evitare l'incompatibilità di un maschio e una femmina è
quello di usare l'inseminazione artificiale. La
cosiddetta tecnica cooperativa di inseminazione
artificiale è applicabile agli uccelli che hanno
sviluppato una completa risposta sessuale nei confronti
degli umani. Il seme prelevato da un maschio imprintato
e copulante con l'uomo, viene trasferito all' ovidutto
di una femmina anch'essa imprintata e che accetta
volontariamente di essere inseminata da parte dell'uomo.
È anche possibile utilizzare la tecnica forzata del
massaggio, quella comunemente utilizzata per i polli,
come è stato fatto con i pellegrini in Germania.
La
produttività in cattività dei falconi può essere
incrementata usando una delle seguenti tecniche:
1) Tecnica
della doppia covata ("double clutching"): sfrutta il
principio naturale secondo cui qualora la prima covata
vada persa, la femmina è biologicamente capace di
deporne una seconda, se le circostanze lo permettono (
quantità e qualità del cibo, tempo atmosferico e tempo
fotoperiodico ancora disponibile). In tal caso in
cattività si procede rimuovendo la prima covata intera
per incubarla artificialmente e lasciando deporre alla
femmina una seconda covata che le si lascerà incubare e
portare avanti naturalmente. Si possono così ottenere
fino a 3-4 covate per un totale di 12-16 uova per una
sola femmina in una stagione riproduttiva (mentre dai
Gheppi per es. possono essere ottenute anche fino a 20
uova). Le uova della covata devono essere prelevate dal
nido sette giorni dopo la deposizione dell'ultimo uovo.
Sette giorni è un compromesso arbitrario. Poiché
l'obiettivo è quello di far deporre alla femmina una
nuova covata, le uova devono essere prelevate il più
presto possibile altrimenti non si avrà la seconda
deposizione. Dall' altro lato è molto importante dare
alle uova alcuni giorni di incubazione naturale perché
ciò incrementa enormemente la percentuale di schiusa
delle uova in incubatrice.
2) Tecnica
della deposizione multipla ("egg pulling"): è
altrettanto valida e consiste nel rimuovere le singole
uova non appena deposte; si basa sul principio di
riuscire ad incrementare lo stimolo riproduttivo di una
femmina, che così deporrà continuativamente anche fino a
15 uova.
È ovvio che
qualunque di queste tecniche si utilizzi bisogna fornire
alla femmina una quantità di cibo abbondante e ben
supplementata con vitamine e sali minerali (quali calcio
e fosforo).
In entrambe
le tecniche precedentemente descritte si sarà costretti
ad incubare alcune uova artificialmente e ciò
richiederà, nella maggior parte dei casi, l'allevamento
a mano dei pulcini ed il loro conseguente imprinting
sull'uomo: tali falchi saranno allora adatti solo alla
falconeria ma difficilmente potranno esser riprodotti
naturalmente ("natural mating"), a meno che non si usi
la tecnica dell'inseminazione artificiale cooperativa.
Altrimenti i piccoli potrebbero essere allevati da
genitori adottivi, purché della loro stessa specie, in
quanto l'imprinting a una specie diversa può essere un
potenziale problema per l'eventuale successiva
riproduzione naturale; ma è stato visto che l’affidare i
giovani a genitori sostitutivi della loro stessa specie
all'età di circa 2-3 settimane, permettendo loro il
completo sviluppo fino allo stadio di adulto con tali
genitori, consente lo sviluppo di un normale
comportamento sociale nei confronti dei conspecifici nei
successivi stadi di vita adulta.
Un'altra
soluzione è la seguente: di solito le femmine non
iniziano l'incubazione finché non è stato deposto il
terzo uovo; l'allevatore permette alla femmina di
incubare le uova per i primi 7-10 giorni, dopo di che le
uova vengono rimosse per l'incubazione artificiale. In
breve tempo la femmina depone nuovamente le uova per una
seconda covata: ciò avverrà 14 giorni dopo per il
pellegrino. I pulcini che così nasceranno dalla prima
covata verranno allevati a mano e avranno circa sette
giorni di età quando la seconda covata avrà già avuto
7-10 giorni di incubazione naturale, così questi pulcini
saranno posti nel nido nel momento in cui verranno
rimosse le uova della seconda covata. Quando si
schiuderanno in incubatrice le uova della seconda covata
e i nidiacei verranno allevati a mano
fino
a sette giorni di età, i pulcini della prima covata
saranno già grandi abbastanza da poter essere spostati
in un altro locale di allevamento; così i nidiacei della
seconda covata potranno essere rimessi nel nido per
essere allevati naturalmente dai genitori. L'utilizzo di
questo metodo permette quasi il 85% di percentuale di
schiusa e di allevamento; comunque esso stressa molto la
femmina che dunque dev'essere alimentata nella maniera
più completa possibile utilizzando anche supplementi
alimentari.