Il guanto ha la funzione di proteggere la vostra
mano sinistra (perchè è li che tradizionalmente e
per comodità si porta il falco) dagli artigli e
dalla pressione che questi esercitano sul vostro
pugno.
Ve ne sono di diverse forme e taglie ma l'importante
è che sia di spessore giusto per il tipo di rapace
che dovete maneggiare. Il falco va "sentito", quindi
scegliere un guanto da astore per uno sparviero è
ridicolo e assurdo. La sensazione è un po' come
essere tutt'uno con l'animale, sentire quando
stringe, quando ha perso l'equilibrio o quando è
totalmente rilassato. Non deve essere troppo rigido
da ostacolare la chiusura del pugno ma non troppo
morbide da slabbrarsi, tagliarsi o peggio forarsi.
Non deve essere ne troppo largo ne troppo stretto ma
deve aderire bene alla mano.
Tutti i guanti da Falconeria sono dotati di un
robusto anello all'altezza del polso.
Su di esso viene fissata una lunghina di cuoio con
alla fine un moschettone per assicurare la girella
del falco quando lo si trasporta sul pugno.
Alla base del guanto troviamo il fiocco o pon-pon
che oltre ad avere un effetto estetico ha anche la
funzione di impugnatura quando non indossiamo il
guanto. Molti falconieri, quando hanno il falco in
volo che siè decentrato troppo, ruotano sopra la
propria testa il guanto afferrandolo proprio dal
pon-pon.
I geti sono delle strisce di pelle che rimangono
permanentemente legate con un apposito nodo ai tarsi
dei rapaci in addestramento.
Tramite i geti è possibile assicurare il falco al
blocco o alla pertica o è possibile trattenerlo sul
guanto.
Sono fondamentali come le redini per il cavallo e
devono sempre essere controllati perchè siano sempre
in ottimo stato: morbidi e ingrassati. I geti vecchi
sono rigidi e secchi e tendono a rompersi
facilmente.
Nel Medioevo venivano fatti con la pelle di cane, al
giorno d'oggi per fortuna si trovano di bufalo, di
capra, di vitello o di canguro. Si avete capito
bene, di canguro! E' da qualche anno infatti che
questo animale viene allevato per le qualità della
sua carne e per tutti i pregiatissimi derivati che
se ne possono derivare, tra cui la pelle:
sottilissima e resistentissima allo stesso tempo.
E' logico che i geti devono essere proporzionati
alle dimensioni degli animali. Le strisce possono
essere larghe 1,03- 1,05 cm.
Per astori e pellegrini vanno bene geti lunghi 20-22
cm e per gli stessi animali si può calcolare come
distanza tra i due tagli del geto di 5-6 cm.
Fate attenzione che non siano troppo stretti da
ledere il tarso dell'animale ma neanche troppo
larghi da permettere la fuoriuscita della zampa...!
Nel
dopo guerra sono stati inventati dei geti fantastici
chiamati aylmeri: sono composti da un braccialetto
chiuso con un occhiello e un geto a bottone che
passa all'interno dell'occhiello.
Questo tipo di geto è una genialata perchè permette
al geto a bottone di ruotare su se stesso
all'interno dell'occhiello, rendendo impossibile
l'attorciliamento del geto su se stesso.
Grazie a questa invenzione si sono scampati
innumerevoli incidenti.
Un'altra possibilità che da questa invenzione è di
poter volare il falco senza geti ma solo con i
braccialetti. Nelle figure sono illustrati i modi
per legare i geti ai tarsi e la foto dei geti
aylmeri nonchè della pinza per mettere gli
occhielli.
La girella ha il compito fondamentale di evitare
pericolosi attorciliamenti tra i geti e la lunga,
infatti viene interposta tra di esse.
Originariamente era di bronzo, ora è
supertecnologica: inossidabile, provvista al suo
interno di cuscinetti a sfera che diminuiscono
tantissimo l'attrito che si forma durante la
rotazione degli anelli posti alle sue estremità.
Questa rimane sempre attaccata ai geti tranne che
durante il volo del rapace. Controllatene sempre
l'usura e la funzionalità; ne va della vita del
falco!
La lunga è una robusta striscia di cuoio o corda
alle cui estremità troviamo: il nodo e la punta.
La punta la infiliamo lell'anello libero della
girella fino a quando incontra il nodo, l'altra
estremità viene annodata con il caratteristico nodo
del Falconiere alla pertica o al blocco.
E' importante stabilire il materiale per la
preparazione delle lunghe a seconda dei rapaci.
Anche questo articolo deve eseere dimensionata per
spessore e sezione al peso del falco.
Ci sono falchi che tendono a beccare costantemente
la lunga fino a tagliarla di netto (generalmente
alcuni falchi di alto volo) con i quali bisogna
usare lunghe di cuoio mentre con il basso volo si
possono usare indifferentemente qualsiasi tipo di
materiale.
Una buona caratteristica che ogni lunga dovrebbe
avere è un po' di rigidità che consente al falco che
gira intorno alla base del blocco di far seguire con
questo movimento l'anello alla base del blocco a cui
è legata la lunga evitando l'attorciliamento.
Possiamo avere per nostra comodità lunghe fisse cioè
costantemente legate alla pertica da un lato e
provviste di moschettone dall'altra o le classiche
lunghe "sfilabili" da annodare ogni volta. In ogni
caso, e lo ripeto controllate l'usura delle vostre
lunghe e non aspettate "domani" perchè potrebbe
essere troppo tardi!
Credo che l'invenzione del cappuccio abbia veramente
dato una grande svolta al mondo Falconeria.
Grazie al cappuccio si può trasportare il proprio
falco ovunque: lo mantiene tranquillo, come se
riposasse anche se intorno a voi c'è l'inferno. Il
trasporto in macchina ad esempio è fattibile
esclusivamente grazie all'uso del cappuccio ameno
che non parliamo di animali così abituati a tutto e
di razze particolarmente mansuete come falchi di
harris, red-tail, gheppi che del cappuccio non hanno
bisogno.
Anche molti astorieri non usano il cappuccio ma
usano la scatola da trasporto di cui parlerò più
avanti.
In commercio, si possono trovare di diversi tipi di
cappucci confezionati con diverse qualità di pelli e
di diverse colorazioni taglie e modelli.
A proposito dei modelli, esistono i tipi:
Le differenze sono nel design e nel tipo di chiusura
sul retro.
1) calzare perfettamente alla testa del falco in
modo che non gli dia fastidio.
2) Non deve toccare assolutamente gli occhi, quando
succede trovate nell'interno, in corrispondenza
degli occhi le lacrime.
3) deve avere il taglio del becco ben fatto in modo
che gli permetta di nutrirsi e di espellere la borra
anche se il miglior cappuccio può risultare
pericoloso in questo delicato istante perchè può
provocare il soffocamento.